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Monia Chessa 9 giugno 2007
Emergenza all’Ospedale Civile
Insostenibile la situazione nel reparto di Medicina Generale. «Non è possibile assistere sessanta malati in queste condizioni, dove lo stress e la tensione hanno raggiunto livelli di guardia»
Emergenza all’Ospedale Civile

ALGHERO - Continua l’emergenza Sanità nell’ospedale civile di Alghero e più precisamente nel reparto di medicina generale, dove la situazione ormai è diventata insostenibile. Un reparto abbandonato a se stesso dalle Autorità competenti. Nella divisione donne alcune pazienti sono sulle barelle perché non c’è più disponibilità di posti letto. La caposala con un personale di trenta infermieri professionali, devono far fronte a tutta una serie di emergenze legate non solo alla tipologia, al numero e alle condizioni dei pazienti, ma sopratutto all’insufficienza del personale stesso che non basta a compensare le esigenze del reparto. «L’Azienda Sanitaria - lamentano i dipendenti - deve prendere coscienza di una situazione grave. Non è possibile assistere sessanta malati in queste condizioni, dove lo stress e la tensione hanno raggiunto livelli di guardia». Dei trentuno infermieri professionali, sono soltanto meno di venti quelli che coprono regolarmente i turni, decisamente insufficienti, perché occorrerebbero almeno 28 unità professionali, 14 per la divisione donne e 14 per la divisione uomini; Tra loro, infatti, dieci hanno chiesto dal novembre 2006 di poter passare dall’orario full-time a quello part-time, lasciando scoperti i turni del sabato, della domenica e dei festivi. Inoltre alcuni sono esonerati dal ricoprire i turni di notte poiché ne hanno diritto secondo la legge 107 e 104, avendo persone minori e disabili a carico. Insomma una situazione veramente insostenibile. Alcuni mesi fa è stata presentata richiesta all’Amministrazione Sanitaria per avere almeno due unità professionali. Ne è arrivata soltanto una. La situazione anche dal punto di vista strutturale non è semplice, poiché il reparto non è adeguato per alcune categorie di pazienti, per gli oncologici o per gli anziani che a casa non possono avere un’adeguata assistenza. Si deduce da questa situazione che manca un coordinatore che sia in grado di amalgamare il personale e l’equipe, ma non solo. In molti all’ospedale si chiedono perché l’Amministrazione sanitaria e Comunale non prendano provvedimenti per far fronte ad una emergenza così grave. E difficile prendere atto di questa realtà senza frustrazioni, se si pensa che negli anni settanta e gli anni che seguirono, l’ospedale cittadino era il fiore all’occhiello della sanità provinciale.

Nella foto l'ospedale civile
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