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A.B.
28 giugno 2007
Caligaris interviene sul caso Nuvoli
Per la consigliere regionale socialista, segretaria della commissione "Diritti Civili", «bisogna rispettare la volontà del malato»
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ALGHERO - «E’ un atto di inaccettabile prevaricazione non rispettare la volontà di un malato che chiede al medico di far cessare una terapia senza alcuna possibilità di un’evoluzione positiva del male. In questo modo si martirizza una persona e la si costringe ad assumere iniziative dolorose e pericolose per la famiglia, suscitando grave disagio anche nei cittadini preoccupati e costretti ad assistere inermi ad atteggiamenti irrazionali. Le istituzioni non possono continuare a far finta di nulla». Lo sostiene la consigliera regionale socialista Maria Grazia Caligaris, segretaria della commissione “Diritti Civili”, con riferimento alla decisione assunta da Giovanni Nuvoli, l’algherese affetto da Sla e da anni immobilizzato in un letto, di rifiutare i farmaci, compresi gli antidepressivi, e perfino il cambio cannula. «A chi ci si deve rivolgere – chiede Caligaris – quando il Parlamento e il Governo non rispondono ai ripetuti appelli di un uomo vittima di accanimento terapeutico che vuole il rispetto della Costituzione? Giovanni Nuvoli, tracheotomizzato dal 2003, è stanco di aspettare e spera con il suo nuovo clamoroso gesto di disperata protesta in un atto pietoso. Non intervenire – sottolinea l’esponente socialista - significa non solo rendersi responsabili di un abuso ma decretare la fine dell’era dei diritti sanciti dalla costituzione repubblicana per una malcelata incapacità di intervenire. Ritengo che far vivere a Nuvoli e alla sua famiglia questo stato di cose non sia degno del rispetto della volontà di una persona che – ha concluso Caligaris – vive una condizione di “sequestro” in cui lo si costringe a favorire l’insorgenza di nuovi disturbi e infezioni, e quindi sofferenze, per poter dire finalmente addio alla vita».
Nella foto: Giovanni Nuvoli |
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