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Antonio Burruni
6 agosto 2007
Nuovo Pd: Giuseppe Fadda si dimette
L’addio alla segreteria della sezione “A.Gramsci” DS di Alghero è dovuto a divergenze su metodi e percorsi annunciati dai dirigenti nazionali e locali della nascente figura politica, ma Fadda continuerà a fare politica

ALGHERO - «Non condivido metodi e percorsi annunciati da dirigenti nazionali e locali del costituendo Partito Democratico». Questa la motivazione che Giuseppe Fadda ha addotto per spiegare il suo addio alla segreteria della sezione “A.Gramsci” di Alghero. L’ex dirigente diessino, assente in occasione del dibattito tenuto nelle sale dell’Hotel Catalunya, prosegue nella sua disamina. «Non condivido linguaggi e atteggiamenti divulgati in merito ai promotori di tali iniziative, mi dissocio da chi insinua che i partiti tradizionali “delle tessere” siano superati e mi meraviglio che tali affermazioni giungano da chi ha fatto tessere fino agli ultimi congressi e che da tali partiti ha avuto ruolo e visibilità. E' ora di smetterla di utilizzare la parola “nuovo”, “giovane” e “aperto”: Veltroni, Rosi Bindi, Enrico Letta e tutti coloro che a più livelli, così come ad Alghero, partecipano alla costituzione del Partito Democratico non sono ne nuovi ne giovani ne aperti». Fadda continua la sua analisi e non risparmia neanche il Governatore della Regione Sardegna Renato Soru. «L'incapacità di governo collegiale, dove a prevalere sono solo le logiche del presidente ha portato ad essere sempre più distanti dai bisogni reali dei sardi, esasperando il conflitto tra ceti sociali. Dimenticando – prosegue Fadda - che il vero socialismo riformista non fa la guerra ai ricchi ma fa la guerra alle povertà, attuando scelte e politiche condivise per lo sviluppo e la crescita».
Nella foto: Giuseppe Fadda
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