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9 agosto 2007
Lo Quarter, Di Nolfo: «L´artificiosa via Margutta algherese»
Il rischio di un buon progetto vanificato da una scelta politica sbagliata

ALGHERO - «Mettere in luce la trama delle antiche fortificazioni con un collegamento anche visivo, attraverso Piazza Pino Piras, delle due torri e dei bastioni che le univano, oggi nascosti dalla ex caserma dei carabinieri, corre il rischio di essere un buon progetto vanificato, però, da una scelta politica sbagliata. Quella di voler inventare dal nulla una artificiosa “via Margutta” algherese con fabbricati posticci, corpi estranei di cemento e vetro, che ruberebbero spazio e prospettiva al nuovo camminamento e alla Piazza Pino Piras. Mentre si trascura la possibilità di dare un nuovo ruolo ai mercati e in particolare a quello della frutta e verdura, che potrebbe superare le attuali sofferenze all’interno del nuovo disegno progettuale». Queste le considerazioni di Valdo Di Nolfo a margine del dibattito svoltosi nell'ultimo consiglio comunale sul progetto de “Lo Quarter”. Secondo il giovane consigliere comunale di Alghero Viva «è giusta l’idea di fare spazio nel Centro Storico alle botteghe artigianali ed artistiche, agli studi di pittura, scultura e musica, alle iniziative culturali, ma è sbagliato non utilizzare allo scopo quelle parti marginali e degradate che costituiscono l’attuale periferia, senza vista mare, della città murata. Si potrebbero rivitalizzare le antiche strade –propone Di Nolfo- oggi nascoste e diventate ricettacolo di immondizie e ricovero per emarginati, creando nel Centro Storico un distretto e un rione di arti e mestieri, che pur senza la magica alchimia bohemienne di Brera o di Monmart, sarà di sicuro richiamo turistico, visto il successo dei pittori all’opera nei bastioni. Nei pianterreni le botteghe artigianali ed artistiche, dell’Alghero che lavora e produce, ai piani superiori abitazioni di tipo economico per la prima casa degli algheresi che già vivono nella città antica oppure che, emigrati nelle periferie anonime, vorrebbero ritornarci. Un sogno irrealizzabile? No! Altri comuni lo hanno già fatto –conclude- uno per tutti Bologna, utilizzando la legislazione applicata ad Ungias (PIP) per le aree artigianali, o quella per l’edilizia economica e convenzionata di cui il bando per l’assegnazione delle case del Trò è l’ultimo esempio».
Nella foto d'archivio l'inaugurazione di piazza Pino Piras
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