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Red
21 agosto 2007
Renato Soru scende in campo
Il Governatore della Regione da la sua piena disponibilità per la costituzione del Partito Democratico

ORISTANO – Inaspettata folla per la convention di Renato Soru a Paulilatino, il giorno dell’ufficiale discesa in campo. Circa 500 persone presenti nel centro servizi di Santa Cristina, nell’oristanese, per discutere del futuro del Partito Democratico in Sardegna. Il presidente della Regione Renato Soru al suo arrivo ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano della sua candidatura alla guida del Pd sardo, affermando che oggi si deve pensare al futuro del nuovo soggetto politico e non ai singoli nomi. Alla convention hanno preso parte diversi esponenti politici, consiglieri regionali, assessori, sindaci, sindacalisti e tanti “estranei” della politica. Vista l’affluenza massiccia - non preventivata dagli organizzatori - l’assemblea si è dovuta spostare nel piazzale davanti al centro servizi. Il governatore della regione dà la sua piena disponibilità per la costituzione di un Partito Democratico innovativo, insieme ai partiti. Tanti i temi trattati dal presidente Soru: Occupazione, impresa e lavoro, gestione delle risorse idriche, energia e fonti rinnovabili. Parla degli sforzi compiuti sul fronte occupazionale e prende d’esempio il recente caso di riavvio di un’azienda industriale sostenuto dalla Regione. «Alla riapertura dell’azienda - si è lamentato Soru - un numero esorbitante di dipendenti non si è presentato al lavoro». Secondo il presidente della Regione in Sardegna manca la cultura d’impresa, un valore che è proprio invece di realtà come quella americana. Sulla gestione delle risorse idriche il governatore è chiarissimo, «acqua pubblica e per sempre». «Non si può privatizzare un bene di interesse per tutta la comunità sarda. Deve essere gestita in modo corretto per tutti e senza questa divisione in una miriade di enti. Non è giusto trarre profitto da beni pubblici fondamentali». Sull’energia Soru ha auspicato invece che «la Sardegna sia da esempio sulle politiche di risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili e sull’abbattimento dell’anidride carbonica nell’atmosfera». Infine un richiamo ai temi dell’immigrazione di stretta attualità, dopo i numerosi sbarchi di algerini. «L’Istat - ha affermato Renato Soru - dice che nel 2050 la Sardegna avrà 1.300.000 abitanti contro gli attuali 1.640.000. Oggi assistiamo a questo nuovo fenomeno dell’immigrazione: e’ una nostra responsabilità gestirlo e forse è un’opportunità».
Nella foto Renato Soru a Santa Cristina
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