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Cor 11 settembre 2007
Bocciata la commissione per la tutela dei diritti del cittadino
La mozione presentata dall’opposizione è stata respinta con diciotto voti contrari
Bocciata la commissione per la tutela dei diritti del cittadino

ALGHERO - Ieri sera il Consiglio Comunale aveva, al terzo punto all’ordine del giorno, il voto su di una mozione, presentata da Nicola Salvio e controfirmata da tutti i Consiglieri di minoranza, che, in attesa della nomina del Difensore civico, chiedeva l’istituzione di una Commissione di tutela dei diritti del cittadino, con decadenza al momento della nomina del Difensore civico stesso. La mozione, nelle intenzioni di Prof. Salvio e dei Consiglieri firmatari, nasceva da diversi ordini di considerazioni. Eccole. Primo: il Difensore civico, la cui elezione è prevista espressamente entro 90 giorni dall’insediamento del Consiglio dagli artt. 67 e seguenti dello Statuto comunale non è stato mai eletto dall’Amministrazione precedente, praticamente la stessa di oggi, nel tempo della sua vigenza, né ha avviato le necessarie procedure in questa legislazione. Secondo: nei quattro anni precedenti l’Amministrazione in carica non ha messo in essere praticamente nessuno degli organismi, espressamente previsti dallo Statuto, per la tutela dei diritti del cittadino, tra i quali: l’apposito Collegio per la discussione dei reclami (art.64 dello Statuto) e il Regolamento per le modalità di funzionamento dell’Ufficio per l’informazione e le relazioni con il pubblico (art.65 dello Statuto). Terzo: in assenza di organismi di tutela, allo stato di fatto, il cittadino che abbia incontrato difficoltà o ostacoli dovuti a ritardi ingiustificati, ambiguità di motivazione dei comportamenti e dei provvedimenti assunti dalla pubblica amministrazione, mancanza di notizie e informazioni sull’iter del procedimento o della richiesta, mancanza di trasparenza, etc... per far valere le proprie ragioni non ha praticamente strumenti a disposizione se non quello di rivolgersi al Giudice ordinario, mettendo mano al portafoglio. In sede di discussione della mozione in Consiglio, il Prof. Salvio e tutti i Consiglieri di minoranza intervenuti nel dibattito hanno fatto riflettere sull’inaccettabile vulnus alla democrazia perpetrato dalla mancata istituzione degli organismi di tutela del cittadino, rimarcando il fatto che qualora vi fosse anche un solo cittadino che si sentisse legittimamente leso da un atto messo in essere da uno degli uffici dell’amministrazione comunale, egli ha il diritto di rivolgersi al Difensore Civico e/o agli altri organismi di tutela che per Statuto l’Amministrazione deve necessariamente insediare. Hanno pertanto ribadito il fatto che la mozione presentata non fosse e non dovesse essere considerata come una proposta di parte, ma come una proposta da parte dei cittadini ai quali tutti insieme, maggioranza e minoranza, avrebbero avuto il dovere di dare risposta positiva. La maggioranza, dopo una iniziale chiusura sulla mozione stessa espressa dal capogruppo di F.I. in Consiglio, Giancarlo Piras, passava, anche dopo l’intervento del Sindaco che era costretto ad ammettere una colpevole carenza d’intervento su queste tematiche nella passata legislatura, ad un atteggiamento più morbido negli interventi di Michele Pais ed Antonello Usai, i quali, pur rifiutando categoricamente l’istituzione di una Commissione ad hoc sia pure a tempo, prendevano però spunto dalla mozione per impegnare l’Amministrazione a nominare al più presto il Difensore civico. Anzi, il Consigliere Pais presentava un emendamento alla mozione in questa direzione. Nella successiva trattativa tra i capigruppo, prof. Salvio, in pieno accordo con i Consiglieri firmatari della mozione, dichiarava la propria disponibilità a sostenere egli stesso l’emendamento qualora vi si fosse prevista la nomina del Difensore civico entro un tempo determinato fin da oggi e proponeva 60 giorni, con disponibilità ad accettare anche 90 giorni. Al ritorno in aula, con un intervento di totale chiusura del Sindaco, il Consigliere Pais ritirava il proprio emendamento e il Presidente metteva ai voti la mozione che riceveva il si soltanto dai Consiglieri di minoranza.

Nella foto: Nicola Salvio, rappresentante in Consiglio di “Città al Lavoro”



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