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Antonio Burruni
26 settembre 2007
Gavino Scala interviene sull’edilizia popolare
Il consigliere comunale dell’Ulivo, è membro della commissione che nel 2004 si occupò della graduatoria per l’assegnazione di quaranta alloggi di edilizia residenziale pubblica. Dopo tre anni, nessuno degli aventi diritto ha potuto utilizzare una di queste abitazioni

ALGHERO – Durante la discussione riguardante la mozione presentata da Matteo Tedde per l’approvazione di un regolamento comunale sull’edilizia economica e popolare, Gavino Scala, consigliere comunale dell’Ulivo, non è intervenuto, lasciando la parola al suo capogruppo Vittorio Curedda. Ma Scala non ha comunque voluto far mancare il suo contributo sull’argomento, essendo uno dei membri della commissione che, già nel 2004, si era occupata di stilare una graduatoria che, su oltre quattrocento domande, avrebbe assegnato quaranta alloggi di edilizia residenziale pubblica, cioè quelle conosciute come “case popolari”. Scala si chiede se il sindaco sia a conoscenza del fatto che, nello scorso mese di Aprile, è stata pubblicata la graduatoria definitiva per l’assegnazione. «Una graduatoria che comprende persone che vivono in uno stato di totale indigenza. Tutti nomi, cognomi e indirizzi che, essendo pubblici, ognuno di noi può andare a verificare. Il problema – sottolinea il consigliere comunale – è che queste persone, che hanno presentato domanda di assegnazione di un alloggio nel 2004, a tutt’oggi non hanno alcuna possibilità di accedere a un alloggio». Gavino Scala chiede il motivo per il quale non si hanno notizie delle case da assegnare a chi ne ha diritto. «Non è che ci sono finanziamenti ad hoc e rischiamo di perderli?». Scala si interroga se l’Amministrazione Comunale, pur non essendo nelle condizioni di accedere ai fondi, abbia ugualmente pubblicato un bando che ha ricevuto oltre quattrocento domande. L’obbiettivo di Gavino Scala diventa poi la zona prescelta per la costruzione di questi alloggi. «Sono state localizzate le aree a Sa Segada e Guardia Grande, cosicché è necessaria un’intesa con la Regione, perché queste aree sono al di fuori dell’ambito urbano e pertanto bloccate dal Piano Paesistico Regionale». Le domande poste dal consigliere più votato dell’Opposizione sono molteplici: «Era proprio necessario uscire dalla città e incappare nei vincoli del Ppr? O gli indigenti (perché quaranta su oltre quattrocento devono proprio essere i più poveri…) è bene che siano allontanati? Non è che scegliendo aree all’interno dell’area urbana evitiamo di dover ricorrere all’intesa, così non ritardiamo e magari non perdiamo i fondi e non facciamo decadere la graduatoria? Possiamo sapere a che punto è l’intesa? I quaranta aspiranti in graduatoria, possono sperare di essere assegnatari di un alloggio senza che la graduatoria decada? A che punto siamo? Abbiamo solo individuato le aree? A quando la progettazione, l’appalto, la costruzione e l’assegnazione?». L’analisi di Scala è semplice: «C’è una quota di popolazione di questa città che ha bisogno di un po’ di certezze, magari prima di lasciarci e cedere i diritti alla generazione successiva. E’ c’è una parte di popolazione più giovane – prosegue – ormai rassegnata ad andare a vivere in un altro Comune, perché il mercato immobiliare di Alghero non è più accessibile». Secondo Scala, l’Amministrazioe Comunale dovrebbe impegnarsi ad individuare, oltre alle aree destinate all’edilizia popolare, anche «a quella convenzionata anche con una semplice localizzazione, che agisce in variante dello strumento urbanistico vigente: non occorre attendere il Puc e la sua approvazione in Regione. Ciò non toglie che, – conclude Scala – essendo il Prg di Alghero ormai trentenne, sarebbe ora che un nuovo strumento, più aggiornato, venga definitivamente adottato».
Nella foto: Gavino Scala
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