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Antonio Burruni 28 settembre 2007
Il Piano Commerciale entra a Palazzo Civico
Iniziata ieri sera la discussione propedeutica all’approvazione dell’importante piano che interesserà tutte le attività commerciali cittadine
Il Piano Commerciale entra a Palazzo Civico

ALGHERO – E’ iniziata ieri, nell’aula consiliare di Palazzo Civico, la discussione che porterà all’approvazione del Piano Commerciale di Alghero. Certamente un momento importante, visto che questo Piano è giudicato a ragione una delle basi della vita economica di una città. L’introduzione dell’argomento è toccata a Gianfranco Becciu, assessore allo Sviluppo Economico, che ha illustrato a grandi linee le tracce che seguirà il Piano Commerciale Comunale. «Un Piano che fissa le nuove regole del commercio in tutti i settori – ha dichiarato Becciu – nella piena tutela dei consumatori, in regime di concorrenza». Saranno incentivati i “centri commerciali naturali”, cioè i consorzi di esercizi commerciali di vario genere e servizi integrati, che, ben organizzati, potrebbero anche entrare in concorrenza con i veri centri commerciali presenti fuori dal centro cittadino. Ci sarà un secco divieto al contingentamento delle licenze. Il cambiamento non dovrebbe portare una “deregulation”, ma tutti dovrebbero misurarsi direttamente col mercato. «Il settore migliorerà solo con il miglioramento dell’offerta – ha concluso il delegato allo Sviluppo Economico – così da avere una piena soddisfazione di tutte le parti in causa». Ad esempio, gli esercizi che somministrano cibi e bevande si confronteranno solo sul piano della qualità dell’offerta e l’eventuale chiave dell’insuccesso non sarà dovuta all’assenza di controllo. A seguire, spazio agli interventi dei consiglieri comunali che hanno presentato complessivamente venticinque emendamenti utili a correggere alcune parti del Piano. I nove della Maggioranza sono stati presentati da Giancarlo Piras ed Alberto Zanetti, mentre per l’Opposizione hanno preso la parola Valdo Di Nolfo ed Enrico Daga. Proprio quest’ultimo, “parte in causa” come il forzista Piras, ha presentato l’intervento più lungo ed articolato, con la presentazione di ben dodici emendamenti, figli di esperienza diretta nel settore. Proprio l’esperienza diretta di alcuni consiglieri, dovrebbe essere la “marcia in più” di questo Piano Commerciale. Nei suoi emendamenti, Daga, dopo essersi lamentato della scarsità di riunioni della Commissione sull’argomento, ha portato in aula le proposte elaborate dalla ConfCommercio. Si è passati dai criteri minimi per il rilascio delle licenze, alla differenza tra superficie di somministrazione vani utilizzati per stoccaggio o altro. Dalla revoca della concessione in caso di decadenza di alcuni presupposti, alla divisione del Centro Storico tra “dentro” e “fuori le mura” (diversificando così le misure minime dei locali, con una percentuale fissa adibita a magazzino). Per Daga, il suolo pubblico concesso non dovrebbe essere superiore al 50percento dell’intera superficie interna, mentre dovrebbe essere regolamentato anche il rapporto tra maestranze e numero di coperti. Presentate anche diverse piccole migliorie che passeranno al vaglio del Consiglio. Giancarlo Piras ha chiesto che, nel regolamento, venga inserito l’obbligo dell’abbattimento delle barriere architettoniche ed i servizi igienici per i disabili negli esercizi pubblici. Questo dovrebbe essere un punto fermo per le nuove aperture, mentre, per chi già opera, ci sarebbero dodici mesi di tempo per adeguarsi al nuovo regolamento. Zanetti si è occupato di alcune variazioni numeriche su stalli e parte organizzativa, mentre Di Nolfo ha parlato di variazioni di date e situazioni, per quanto riguarda il settore della bancarelle, chiudendo il suo intervento sottolineando la partecipazione, per redigere i suoi emendamenti, da parte degli operatori del settore interessati dalle variazioni. La discussione proseguirà nella seduta di mercoledì 3 Ottobre, subito dopo il primo punto all’ordine del giorno: il decentramento delle funzioni catastali al Comune.

Nella foto: Enrico Daga



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