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A.B. 8 ottobre 2007
Piano Commerciale: Peccato!
Con l’intervento dell’esponente dell’Ulivio prosegue la polemica attorno all’approvazione del nuovo strumento comunale
Piano Commerciale: Peccato!

ALGHERO – Non si placano le polemiche sull’approvazione del Piano Commerciale da parte del Consiglio Comunale. Ad intervenire oggi è Enrico Daga, rappresentante dell’Ulivo a Palazzo Civico, e uno dei consiglieri più attivi in fase propositiva sull’argomento. «Mi ritornano alla mente le dichiarazioni rilasciate dal sindaco in sede di dichiarazioni programmatiche, che facevano presagire l’approssimarsi di una nuova stagione; quella del dialogo e del confronto che, anche se serrato, sarebbe stato teso al dialogo ed al raggiungimento di un condiviso fine: il bene comune». Inizia così l’intervento di Daga, che ricorda come, fin dall’inizio della legislatura, lui, insieme a tutta la Minoranza, ha provato ad essere costruttivo, accogliendo l'invito che il primo cittadino a più riprese aveva rivolto, presentando numerosi emendamenti. «Ecco perché desta non poca perplessità il comportamento del sindaco e della sua maggioranza – sottolinea Daga - che oltre che muta è stata anche sorda, in totale disprezzo del lavoro di chi, con serietà e senso di responsabilità ha lavorato nel rispetto del proprio mandato elettorale. Il tutto con un solo fine: contribuire a rendere efficace e moderno uno strumento programmatico di vitale importanza per il comparto commerciale, e per la città stessa. Con l'obiettivo di coniugare al meglio le esigenze di chi opera nel mercato, ma soprattutto dei consumatori. Ma la maggioranza ha preferito votare un piano che è arrivato “blindato” senza i voti dell’opposizione. Senza accogliere nessuna delle nostre proposte». Un Piano che, secondo Daga, è una straordinaria occasione persa. «Una località come la nostra avrebbe potuto riappropriarsi del suo antico ruolo di “Laboratorio” di proposte e di novità, che in altri tempi ci ha contraddistinto in tutto il panorama regionale. Invece si è preferito optare per la via più facile: proseguire nel solco dell'offerta omologata e generica. Una scelta scellerata, - prosegue -che anziché orientare le nuove iniziative, antepone il criterio della quantità a quello della qualità fatta di regole e competenze. Di questa superficialità ne pagheranno le conseguenze i cittadini-consumatori, gli operatori, ma soprattutto la destinazione turistica Alghero. Infatti, nel turismo, scegliere la politica della quantità significa entrare in concorrenza con paesi emergenti quali Marocco, Tunisia, Croazia e Grecia. Per ovvi motivi una sfida persa in partenza! L'unica possibilità per Alghero e la Sardegna intera è quella di rifuggire dal criterio della quantità, in favore di una seria politica di riqualificazione, formazione, e professionalizzazione che ci consenta di competere all'interno di mercati evoluti d'eccellenza. In tutti i settori. Con questo piano, carente sotto molteplici aspetti, il ruolo dell'imprenditore è svilito e mortificato. La mia speranza, - conclude -senza offesa per nessuno, è quella che attraverso questa politica irresponsabile, i nostri imprenditori, in nome di un finto liberismo, non diventino tante Vanna Marchi “a posto fisso”».

Nella foto: Enrico Daga



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