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Red 14 dicembre 2019
Bosa-Pozzomaggiore: si studia la viabilità
L’amministratore straordinario Pietro Fois ha deciso di fare proprie le speranze di quei territori e, accogliendo le richieste dei sindaci del Mejlogu e del Bosano, ha sollecitato gli uffici della Provincia per definire speditamente la predisposizione dello studio di fattibilità, per poter ridisegnare la viabilità di collegamento tra Bosa/S.S.131 ed il Mejlogu


BOSA - La “Bosa-Pozzomaggiore-S.S. 131” è una strada attesa e rivendicata dalle comunità del Mejlogu e da quella di Bosa da oltre vent'anni. Ora, i sindaci di questi territori trovano nella Provincia di Sassari un prezioso alleato, che ne riconosce il valore strategico e si impegna, perché quest’opera possa finalmente diventare realtà. L’amministratore straordinario Pietro Fois ha deciso di fare proprie le speranze di quei territori e, accogliendo le richieste dei sindaci del Mejlogu e del Bosano, ha sollecitato gli uffici della Provincia per definire speditamente la predisposizione dello studio di fattibilità, per poter ridisegnare la viabilità di collegamento tra Bosa/S.S.131 ed il Mejlogu, e dare avvio così al percorso che porterà alla concreta realizzazione di questa strada.

Un intervento che, in uno stesso progetto, racchiude una doppia valenza strategica della viabilità provinciale: il raccordo di Bosa alla Strada statale 131 che, attraverso un collegamento veloce con Pozzomaggiore, svincolo di immissione sulla 131, consentirebbe di collegare la costa occidentale con Sassari e Porto Torres, e contestualmente verrebbe garantito il collegamento dei Comuni dei Mejlogu e di tutto il nord est della Provincia di Sassari alla costa occidentale dell’Isola. L’importanza di questo progetto è testimoniata dalla presenza di tutti i sindaci dei Comuni interessati e dei consiglieri regionali dei Riformatori sardi Aldo Salaris ed Alfonso Marras, espressione di quei territori, intervenuti per sostenere la scelta dell’amministratore straordinario della Provincia di Sassari sull'urgenza di questo nuovo tracciato. Lo studio di fattibilità, in questa fase, ha individuato tre scenari su cui intervenire. Un intervento complesso, un progetto impegnativo, con una dimensione sovraprovinciale e che coinvolge diversi interlocutori istituzionali. Pozzomaggiore è adiacente a sette Comuni di tre diverse Province: Bosa e Suni (Oristano), Sindia (Nuoro), Cossoine, Padria, Mara e Semestene (Sassari).

La prima soluzione, lunga 37chilometri circa, consiste nel miglioramento attraverso interventi di manutenzione straordinaria e parziale rettifica del tracciato esistente (ora lungo 45chilometri) con l’ampliamento dell’intero percorso da 7metri di carreggiata a 9metri. Per la realizzazione di questa soluzione vanno inserite in questa ipotesi la realizzazione di opere d’arte maggiori (viadotti, muri di sostegno) lungo i tratti più difficili per una lunghezza di circa 4chilometri. Una seconda soluzione prevede un percorso, lungo 40,3chilometri circa, che abbandona il vecchio tracciato spostandosi più a nord dove l’orografia appare meno problematica della percorso attuale, sebbene interessata da un’area Sic. La terza soluzione che appare la più breve, con un percorso di 35,3chilometri, passa più a sud del tracciato esistente, ma presenta criticità maggiori dal punto di vista orografico facendo lievitare l’intervento in termini economici e sui tempi di esecuzione. Questo studio è un momento preliminare e propedeutico all'insieme del processo decisionale e dunque a monte della progettazione vera e propria. La conclusione di questo studio e l’individuazione della soluzione ottimale in termini tecnici ed economici, tra le proposte presentate, sarà il primo passo per poter sottoporre la fattibilità dell’opera all’attenzione dell’Assessorato regionale ai Lavori pubblici ed avviare con gli uffici regionali le procedure per poter reperire le risorse necessarie per la sua progettazione esecutiva e quindi per la sua realizzazione. «L’incontro di oggi – ha detto Fois - è emblematico della volontà di condividere e coinvolgere direttamente i territori e le loro comunità nella pianificazione degli interventi che la Provincia intende realizzare nei prossimi anni».

«La Pozzomaggiore-Bosa è un’infrastruttura cruciale – ha ribadito - capace di realizzare, attraverso le sinergie tra costa e interno, quelle condizioni indispensabili per innescare la ripresa dello sviluppo sociale ed economico di questa parte di Sardegna, puntando ad esempio all’allungamento della stagione turistica anche attraverso la riscoperta del patrimonio ambientale, storico culturale, delle produzioni agro-alimentari e utilizzando il turismo marino-balneare come leva per lo sviluppo e la promozione delle aree interne. Una opportunità di sviluppo per il territorio del Mejlogu che sta subendo da oltre mezzo secolo un pauroso declino demografico.» L’importanza strategica dell’assetto viario assume però un significato più ampio, se si pensa che la strada in questione è chiamata a ribaltare isolamento e tendenza allo spopolamento dei centri dell’interno. A prescindere dallo specifico delle opzioni progettuali, la realizzazione di questa nuova viabilità rappresenta un investimento futuro per le popolazione del Mejlogu, soprattutto se si considera il ruolo che il sistema dei trasporti può giocare nelle decisioni delle singole persone, delle famiglie, dei gruppi, relative al “restare” o “partire”. Ecco quindi la necessità di una infrastruttura che può diventare una risposta concreta contro lo spopolamento e l’impoverimento di una parte così importante e preziosa del nostro territorio. Una strada moderna ed efficiente, che sia la porta di accesso alla straordinaria scelta di mete turistiche offerte dalle aree che attraversa. «Per queste ragioni sono pronto a sostenere con determinazione gli atti e le interlocuzioni necessarie con tutti i soggetti istituzionali, per poter consentire la realizzazione di un’opera da troppo tempo attesa e che rimane sempre attuale nella suo valore strategico», conclude Fois.

Nella foto: un momento della riunione
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