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Red 14 maggio 2020
«Salvate i gioielli turistici d’Italia»
L´appello arriva dai rappresentanti di ventotto piccoli Comuni Italiani al Governo. Tra questi, tre Municipi sardi: Cabras, Castelsardo e Pula. «Un fondo speciale che copra, almeno in parte, la riduzione delle entrate direttamente connesse con il turismo»


CASTELSARDO - «Un fondo speciale che copra, almeno in parte, la riduzione delle entrate direttamente connesse con il turismo» e «per garantire un minimo di liquidità per farci trovare in piedi quando i flussi turistici ripartiranno». E’ l’appello “per salvare i gioielli turistici d’Italia” rivolto al Governo da ventotto piccoli Comuni italiani, da San Gimignano (Siena) a Gibellina (Trapani), da Barolo (Cuneo) a Pula (Cagliari), Amministrazioni che contano meno di 15mila abitanti, a forte vocazione turistica e ora «in ginocchio» a causa dell’emergenza CoronaVirus. A rischio il patrimonio d’Italia.

«Le nostre entrate sono ai minimi, è a rischio la tenuta sociale ed economica dei nostri territori, tanto da minacciare gli stessi servizi essenziali - scrivono i sindaci - Sappiamo già che non troveremo nei nostri bilanci le risorse per far fronte alla riduzione delle entrate di parte corrente, che vanno dal 20percento fino al 50percento in alcuni casi. A rischio è anche la cura del nostro straordinario patrimonio artistico, culturale, monumentale, architettonico, che è patrimonio di tutta Italia». Tra le altre richieste, nell’appello i ventotto primi cittadini chiedono al Governo la «possibilità di attingere non solo all’avanzo di amministrazione di parte libera e destinata, ma anche a quello vincolato per affrontare con tutti gli strumenti la crisi in atto»; ed ancora, «possibilità di trattenere il gettito Imu destinato allo Stato e di stabilire una “soglia di solidarietà” al Fondo per lo sviluppo e la coesione, oltre la quale bloccare il contributo dei singoli Comuni» oltre a norme per la pace sociale su affitti commerciali e riduzione della Tari.

«Le nostre entrate sono ai minimi, è a rischio la tenuta sociale ed economica dei nostri territori, tanto da minacciare gli stessi servizi essenziali - spiega Andrea Marrucci, sindaco di San Gimignano, Comune capofila dell’appello - Al Governo chiediamo di non lasciarci soli. Ci candidiamo ad essere protagonisti anche di una nuova economia di prossimità, in senso territoriale, e di un nuovo turismo più sostenibile, attento e consapevole che trovi in noi una destinazione turistica sicura, capace di accogliere nel pieno rispetto delle norme imposte dal CoronaVirus, pronti a sperimentare un nuovo “galateo dell’ospitalità”, che dia sicurezza e accoglienza ai nostri ospiti. Ma questa volta da soli non ce la potremo fare: chiediamo allo Stato di darci una mano per farci trovare in piedi quando tornerà il turismo in Italia».

Tra i Comuni che hanno rivolto l’appello al Governo ci sono tre Municipi sardi: Cabras (provincia di Oristano), Castelsardo (Sassari) e Pula (Cagliari). Con loro, Montalcino, Montepulciano e Pienza nel Senese, Greve in Chianti (Firenze), Barbaresco (Cuneo), Pollica, Positano e Amalfi in provincia di Salerno, Volterra (Pisa), Porto Venere (La Spezia), San Vincenzo (Livorno), Portofino (Genova), Otranto (Lecce), San Severino Lucano e Guardia Perticara in provincia di Potenza, Iseo (Brescia), Valsinni (Matera), Diamante (Cosenza), Città della Pieve (Perugia), Malfa Isola di Salina (Messina), San Vito di Cadore (Belluno) e Castiglion dei Pepoli (Bologna).
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