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Red 14 agosto 2020
Tragedia a Tavolara: alpinista precipita in mare e muore
Questa mattina, Giuliano Stenghel, 67enne di Villa Lagarina (provincia di Trento), esperto alpinista molto conosciuto nell’ambiente, durante un’arrampicata lungo la parete sud dell’isola è precipitato in mare
Tragedia a Tavolara: alpinista precipita in mare e muore

OLBIA - Tragedia, questa mattina (venerdì), a Tavolara. Giuliano Stenghel, 67enne di Villa Lagarina (provincia di Trento), esperto alpinista molto conosciuto nell’ambiente, durante un’arrampicata lungo la parete sud dell’isola è precipitato in mare. La segnalazione raccolta dalla Sala Operativa della Capitaneria di porto di Olbia è pervenuta da alcuni bagnanti intenti in attività di snorkeling, che hanno riferito di aver sentito un rumore di impatto sull’acqua e di aver poi intravisto un corpo esamine.

Prontamente attivate le procedure di soccorso e recupero sotto il coordinamento del capitano di Vascello Maurizio Trogu, che ha disposto il dirottamento in zona delle motovedette Cp894 e Cp608, già presenti nell’Area marina protetta dell’isola di Tavolara ed impegnati nel dispositivo di prevenzione e controllo delle attività turistico-balneari nell’ambito dell’Operazione “Mare sicuro”, opportunamente rafforzato per il week-end di Ferragosto. Le motovedette hanno individuato subito, vicino a Punta La Mandria, il corpo, purtroppo già privo di vita, in acqua e lo hanno recuperato.

La Cp894, imbarcato il corpo, ha fatto rientro in Capitaneria, mentre la Cp608 è andata sull’isola, per acquisire informazioni per risalire alla dinamica dell’incidente, oltre alle generalità della persona caduta in mare, fino a quel momento non identificata. Del rinvenimento e degli ulteriori elementi di informazione acquisiti è stata avvertita la Procura della Repubblica di Tempio Pausania, guidata dal procuratore capo Gregorio Capasso, che ha assunto il coordinamento delle indagini, affidate al magistrato di turno Ilaria Bradamante.

L’Autorità sanitaria ha certificato il decesso, dovuto a politrauma con rottura della scatola cranica, alla presenza del personale della Polizia scientifica, preventivamente contattato per i rilievi del caso, per identificare la vittima, alle cui generalità si è risaliti grazie al riconoscimento di alcuni effetti personali rinvenuti sul corpo, da parte dei familiari nel frattempo individuati. Su autorizzazione della Procura, la salma è stata trasferita nella camera mortuaria del cimitero di Olbia per la consegna ai familiari. Secondo le prime indagini disponibili, parrebbe che l’uomo stesse cercando di risalire la vetta di Punta Cannone quando, per cause ancora da accertare, perdeva la presa precipitando in mare.
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