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Red 3 dicembre 2020
Terapia intensiva: lavori a Stecca bianca
Le opere di completamento e adeguamento dovranno essere completate entro trenta giorni dalla comunicazione di avvio lavori, per renderla immediatamente disponibile nell´emergenza pandemica Covid-19
Terapia intensiva: lavori a Stecca bianca

SASSARI - Sono stati consegnati ieri mattina (mercoledì), negli uffici della Direzione generale dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, i lavori che consentiranno di rendere disponibili nell'emergenza fino a trenta postazioni di terapia intensiva al piano terra della Stecca bianca di Viale San Pietro. Siglato il verbale di consegna, alla presenza del commissario straordinario dell’Aou Antonio Spano, del responsabile dell'Ufficio tecnico aziendale Roberto Manca, del responsabile del procedimento Enrico Mascia, del direttore del Dipartimento di Emergenza e urgenza Pier Paolo Terragni. Invece, per il raggruppamento temporaneo di imprese, formato dalla Intercantieri Vittadello di Pordenone e dalla Tepor di Cagliari, era presente Giovanni Battista Cossu. I lavori per realizzare la Rianimazione al piano terra della prima Stecca bianca erano stati avviati nel 2013 e si erano fermati nel 2015 per il fallimento della ditta vincitrice dell'appalto. Nel 2019, al termine delle lunghe e complesse vicende giudiziarie conseguenti al fallimento, l’Aou aveva predisposto il progetto per il completamento delle opere.

Il progetto prevedeva una conformazione finale da ventitre posti di Terapia intensiva, adeguando gli originali sedici del progetto iniziale alle nuove assegnazioni previste dalla riforma sanitaria. Per fronteggiare l'emergenza Covid-19, tuttavia, si è deciso di avviare una serie di lavori urgenti, propedeutici al completamento nella versione finale da ventitre posti letto. In trenta giorni, sarà possibile disporre di una Terapia intensiva in una conformazione provvisoria, ma utilizzabile in completa sicurezza, in grado di ospitare in emergenza fino a trenta pazienti Covid positivi. Infatti, i lavori urgenti consisteranno nella realizzazione delle pavimentazioni e dei rivestimenti, nel completamento e adattamento all'emergenza degli impianti elettrici, telefonici e trasmissione dati, degli impianti di sicurezza, telecamere, antincendio, condizionamento e gas medicali. Finita la pandemia, seguirà un ulteriore fase di lavori che porterà la Rianimazione alla sua conformazione definitiva, con ventitre posti letto. Il risultato sarà una struttura moderna, conforme agli standard di sicurezza e qualità previsti dalle vigenti normative sanitarie. Questo intervento contribuirà a dare una risposta alle necessità dettate dall'emergenza Covid. Infatti, la pressione sulle terapie intensive, in questa seconda fase della diffusione del Sars-Cov2, si è fatta critica. Basti pensare che tra marzo e maggio, nelle Terapie intensive dell’Aou di Sassari, sono stati ricoverati trenta pazienti Covid positivi. Da agosto a oggi, invece, sono già un centinaio.

«Si tratta – spiega Spano – di lavori che è possibile avviare grazie al bando di gara aperta, indetta a livello nazionale dal commissario per l’emergenza sanitaria Covid Domenico Arcuri, che ci consente di intervenire proprio per la ristrutturazione e l’adeguamento della Terapia intensiva. Il nostro progetto di completamento e potenziamento delle nostre strutture è stato sposato appieno dalla Regione e dall’Assessorato alla Sanità che ci hanno sostenuto. Un risultato atteso, anche dopo l’incontro in Prefettura del 4 novembre scorso con il prefetto, il sindaco e le organizzazioni sindacali». Il progetto ha la caratteristica di essere modulare, con la possibilità di garantire diversi livelli di risposta assistenziale. «Potremo garantire assistenza all’interno di un’unica struttura – afferma Terragni – sia al paziente altamente critico sia a quello sub-critico, che supera cioè la fase acuta con supporti non invasivi sia in entrate sia in uscita dall’unità denominata “TI30”. Si realizza, inoltre, una ottimizzazione delle risorse umane mediche e infermieristiche (di cui l’Aou è carente) e una unificazione dei processi clinico assistenziali».

Nella foto: Enrico Mascia, Roberto Manca, Pier Paolo Terragni, Antonio Spano e Giovanni Battista Cossu
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