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Red 17 dicembre 2020
Ai vescovi la statuina degli eroi quotidiani
Verranno consegnate nelle mani dei vescovi sardi le dieci statuine di un´infermiera anti-Covid impegnata a salvare la vita delle persone colpite dal Coronavirus


ALGHERO - Verranno consegnate nelle mani dei vescovi sardi le dieci statuine di un'infermiera anti-Covid impegnata a salvare la vita delle persone colpite dal Coronavirus. Simbolo dell’impegno e del sacrificio di tutto il mondo della sanità per la cura delle persone colpite dalla pandemia, il nuovo personaggio del Presepe 2020, realizzato da un laboratorio artigiano di arte presepiale, è frutto di una iniziativa congiunta nata a livello nazionale grazie alla collaborazione tra Coldiretti e Confartigianato, sotto l’egida di Fondazione Symbola e del Manifesto di Assisi. Nei prossimi giorni, le statuine verranno distribuite dalle rappresentanze territoriali delle due associazioni alle dieci diocesi della Sardegna (Ales-Terralba, Alghero-Bosa, Cagliari, Iglesias, Lanusei, Nuoro, Oristano, Ozieri, Sassari e Tempio Ampurias), «in segno di riconoscenza verso tutti gli eroi del nostro tempo che lottano per sconfiggere la pandemia e a testimonianza del coraggio e dell’impegno concreto di oltre 4milioni di artigiani, coltivatori e piccoli imprenditori per costruire la rinascita del tessuto produttivo della regione e dell’intero Paese». Coldiretti e Confartigianato hanno voluto così avviare un’iniziativa pluriennale per valorizzare la tradizione del Presepe mettendo in evidenza i mestieri che aggiornano e attualizzano i personaggi del Presepe.

«Quest’anno, si è deciso di rendere omaggio agli operatori sanitari con la raffigurazione di un’infermiera realizzata in esclusiva per l’occasione – affermano Antonio Matzutzi e Daniele Serra, presidente e segretario di Confartigianato imprese Sardegna - con questo gesto, Confartigianato vuole onorare tutti gli “eroi della quotidianità”, che si impegnano per gli altri in questi mesi così difficili, in sintonia con il messaggio di Papa Francesco che nei giorni scorsi ha ringraziato chi si adopera per gli altri nella pandemia, paragonandoli a San Giuseppe: l’uomo che passa inosservato». «Il Natale povero e sobrio di quest’anno non dimentica, ma anzi valorizza ancora di più i migliori valori della nostra società, quelli di cui spesso ci dimentichiamo. La statuina dell’infermiera con la mascherina è il simbolo di questa nuova piramide dei valori e dei veri eroi della nostra società che sono coloro che si prodigano per gli altri, ma è allo stesso tempo anche simbolo della prossimità, della manualità, del rapporto umano, della sostenibilità dovuta al lavoro dei contadini e degli artigiani – rilanciano il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba – e questo messaggio è rafforzato dall’unità e dalla rete che abbiamo fatto con Confartigianato e rappresentata dai vescovi, sinonimo di fede e pace». «Artigianato significa impresa che fa comunità – riprendono Matzutzi e Serra - lo abbiamo dimostrato anche in questa terribile circostanza della pandemia. Con il nostro lavoro abbiamo garantito prodotti e servizi indispensabili alle persone. Ma abbiamo anche contribuito ad offrire sostegno alla collettività». «Per questo, in un anno così difficile per le nostre comunità e per i nostri imprenditori – concludono presidente e segretario di Confartigianato Sardegna – abbiamo voluto mettere al centro del Presepe i valori della solidarietà e della generosità testimoniati da tutti coloro che si battono per salvare la vita delle persone. Le statuine che raffigurano l’operatrice sanitaria, sono il simbolo di questi valori e della tradizione ed eccellenza manifatturiera dell’artigianato italiano».

Confartigianato, Coldiretti e Symbola hanno anche presentato i risultati di un’indagine curata da Ipsos sulla percezione del Presepe. Emerge che quest’anno il 40percento degli italiani ha deciso di fare il presepe per non rinunciare a una tradizione che considerano importante e che simboleggia per tutti i cristiani la presenza di Dio nella vita di tutti i giorni. Questo 40percento sale al 48percento tra le persone più anziane e al 49percento nel Mezzogiorno, dove è praticamente presente in una casa su due. Ma che il Presepe abbia ancora un peso forte nella percezione degli italiani lo dimostra il fatto che oltre sei italiani su dieci (il 61percento) lo considera importante per la famiglia e in maniera ancora più marcata (64percento) per la comunità. Il Mezzogiorno conferma un maggiore attaccamento a questa usanza natalizia, con percentuali che raggiungono il 70percento di italiani che lo considerano importante a livello famigliare ma valori più alti della media nazionale sono registrati anche nel nord est.

Per Coldiretti e Confartigianato, il Presepe è una tradizione molto italiana, la cui origine viene fatta risalire a quello realizzato da San Francesco nel Natale del 1223 a Greccio e che da allora si è sviluppato in tutte le aree del Paese per raccontare la devozione, ma anche la sofferenza, la gioia e l’impegno nel lavoro e in famiglia attraverso personaggi figli dell’ispirazione religiosa, ma anche della modernità. Una tradizione favorita quest’anno dal maggior tempo trascorso a casa a causa delle limitazioni rese necessarie per combattere la pandemia che in molte famiglie ha riunito genitori e figli proprio nell’allestimento di presepi ed alberi di Natale. Un'esperienza sostenuta dal Santo Padre che in Piazza San Pietro ha ricordato che proprio «in questi giorni anche in tante case vengono preparati questi due segni natalizi per la gioia dei bambini e anche dei grandi. Sono segni di speranza specialmente in questo tempo difficile».
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