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28 ottobre 2021
«Ospedale, numeri drammatici»
Mulas e Bamonti parlano apertamente di situazione drammaticamente pericolosa per pazienti e medici. I due capigruppo di Maggioranza lanciano il nuovo allarme sullo stato della sanità ad Alghero. «Il superlavoro porta a non seguire adeguatamente i pazienti»

ALGHERO - Riesplodono ad Alghero le lamentele sulla delicata situazione della sanità cittadina. A riportare d'attualità i gravi problemi riscontrabili in numerosi settori sono i due capigruppo di maggioranza Christian Mulas (FdI) e Alberto Bamonti (Riformatori Sardi): «la carenza di personale causata anche dall’emergenza Covid sta portando al collasso i nosocomi algheresi» la loro denuncia e «le accorate richieste di aiuto di medici, cittadini e pazienti che oggi vivono il dramma di una sanità priva di risorse umane sufficienti pare che non vada oltre la cantoniera di Rudas».
I numeri snocciolati dai due consiglieri sono da bollettino di guerra: Al Pronto Soccorso sono impiegati solo 6 medici più un responsabile facente funzioni, in totale 7 risorse del tutto insufficienti per affrontare la mole di lavoro quotidiana. In Radiologia il numero totale è sufficiente ma solo 7 fanno le guardie, e devono seguire anche la radiologia dell’Ospedale Marino. Situazione drammatica in Medicina con solo 5 medici in due reparti e Chirurgia con tre medici più il primario e una lista d’attesa chilometrica. Otorino tre medici più il primario, e in questo momento il reparto è in fase di ristrutturazione. Urologia 5 medici più il primario, uno dei medici esentato dalle guardie, un urologo a giorni alterni copre la guardia in chirurgia, di fatto una unità in meno. Pediatria conta 7 medici compresa la responsabile prossima al pensionamento ed un medico esentato dalle guardie che vengono svolte da 5 medici che hanno ferie arretrate anche oltre 200 giorni. Gli Anestesisti non sono sufficienti a garantire un numero di sedute operatorie necessarie per il Civile e il Marino. Oncologia 2 medici più primario in ferie prepensionamento, una dottoressa con grave malattia e un altro medico operato, con rischio di non riuscire a garantire il servizio a circa 300 malati oncologici (da considerare la situazione di precarietà del reparto).
«Una situazione complessivamente molto delicata, per certi versi drammatica. Anche alla luce del fatto che in alcuni reparti il superlavoro porta a non seguire adeguatamente i pazienti e si corre il rischio di perdere altri medici per stress. I pazienti che possono si fanno curare od operare presso altre strutture. Ad esempio una semplice ernia inguinale viene operata al Mater, ma i poveri non possono essere trattati» ricorda Christian Mulas nel suo ruolo anche di Presidente della Commissione Sanità del Consiglio comunale. C'è poi un altro problema ricorda: «I medici che potrebbero arrivare sono scoraggiati dalla situazione di superlavoro e cercano altre vie. Occorre una immissione massiccia di nuovi medici anche attingendo presso la Aou con comandi e bandire immediatamente concorsi. E come richiesto a gran voce dal Presidente Solinas va eliminato il numero chiuso per l'accesso alla facoltà e alle specializzazioni».
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