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A.B.
22 maggio 2008
Milia entra a fa parte del Comitato delle Regioni dell’Ue
Il presidente della Provincia di Cagliari ricoprirà le funzioni di componente effettivo fino a Gennaio 2010

CAGLIARI - Il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, ricoprirà fino a Gennaio 2010 le funzioni di componente effettivo del Comitato delle Regioni dell’Unione europea. Quest’oggi il via libera a Milia da parte del Consiglio Ue, con la pubblicazione e l’ufficializzazione della nomina del presidente della Provincia di Cagliari nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Il Comitato delle Regioni è un organo dell’Ue creato nel 1994 in applicazione del Trattato di Maastricht, il cui obiettivo è incentivare la cooperazione tra le regioni degli stati membri dell’Unione Europea. Il Comitato, che ha sede a Bruxelles, è composto da trecentoquarantaquattro membri e ventiquattro di essi, per l’Italia, rappresentano gli enti regionali e locali. Il ruolo del Comitato è fare in modo che la legislazione dell’Ue tenga conto della prospettiva locale e regionale e a tal fine formula pareri sulle proposte della Commissione europea, la quale ha l’obbligo di consultare il Comitato ogni volta che vengono presentate nuove proposte in settori che interessano la realtà locale e regionale in materie come la sanità pubblica, la cultura, l’ambiente, l’istruzione e le politiche sociali. Alla nomina di Milia si è aggiunta anche quella del sindaco di Firenze, Leonardo Domenici. Per il presidente Milia «con questo riconoscimento, che premia la Provincia di Cagliari per l’impegno nel campo delle politiche europee di sviluppo, si aprirà finalmente una nuova stagione di proficui rapporti con l’Ue, laddove la Sardegna è stata ad oggi fin troppo assente. Ora - ha aggiunto Milia - si tratta di accettare le sfide del futuro, quelle che attendono al banco di prova tutte regioni europee: l’invecchiamento demografico, i cambiamenti climatici, l’esclusione sociale, l’approvvigionamento energetico, giusto per citarne alcune. Sfide di cui ci faremo carico in prima persona, cercando di coniugare, più di quanto è stato fatto finora, anche il fenomeno della globalizzazione con una partecipazione più ampia e democratica sulle scelte di governo del territorio, anche quello isolano».
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