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Red
27 giugno 2008
Dimissioni ultimo atto: «nessun rispetto dei cittadini»
«Finalmente il Sindaco è tornato in aula a spiegare le cause che lo hanno spinto a tenere un comportamento così irresponsabile. Solite vecchie questioni legate ad equilibri di potere e ambizioni personali»

ALGHERO - Dimissioni ultimo atto. «Finalmente, dopo oltre un mese di attesa, il sindaco Marco Tedde ha concesso ai cittadini la possibilità di essere informati, nella sede istituzionale preposta, riguardo le ragioni delle sue ultime dimissioni». Questa l'apertura della nota con cui dal Coordinamento del Partito Democratico algherese sottolineano come, a distanza di tanti giorni, il consiglio comunale abbia affrontato lo scottante tema. «Attendevamo con interesse di conoscere quali “alte” motivazioni lo avessero spinto a prendere una decisione così radicale, attuata con evidente disprezzo nei confronti dei rappresentanti dei cittadini, relegando infatti tutti i consiglieri al ruolo marginale di spettatori sgomenti dell’ennesima dimostrazione pubblica di prepotente posizione dominante del Sindaco». «Durante la “crisi” abbiamo assistito stupiti alla presentazione di importanti atti di programmazione del Sindaco - attaccano i consiglieri del Pd - come l’approvazione del Bilancio, strumento fondamentale di programmazione economica e finanziaria della città, in assenza del Sindaco stesso». «Abbiamo visto con preoccupazione la sconcertante approvazione (con sei voti favorevoli) di importanti varianti urbanistiche a notte fonda, in un consiglio comunale semi deserto anche per la legittima protesta dell’Opposizione, che, disertando l’aula, ha voluto manifestare il totale dissenso verso il comportamento irriguardoso del Sindaco nei confronti di tutto il Consiglio Comunale e dei cittadini lì rappresentati. Abbiamo letto con attenzione le preghiere pubbliche, gli atti di pentimento, le promesse di fedeltà eterna che i partiti della Maggioranza si sono affrettati a manifestare sui media locali, che per l’ occasione hanno sostituito il Consiglio Comunale esautorato dalle sue funzioni». I consiglieri sottolineano con rammarico, ma non sorpresi, come le reali motivazioni siano le solite vecchie questioni legate ad equilibri di potere ed ambizioni personali, evidentemente condivise o subite anche da chi, contrariamente alla linea politica del proprio partito a livello nazionale, teme di levare una voce critica nei confronti di chi governa, forse per non perdere incarichi faticosamente conquistati. «In questa vicenda emerge con chiarezza la totale incapacità della Maggioranza, attualmente al governo, ad affrontare con serietà e maturità l’incombenza del governare, che non deve essere la lotta spasmodica per la conquista del potere - attaccano ancora i consiglieri - ma leale spirito di servizio e senso di responsabilità, senza cedere ad infantilismi e facili scorciatoie quali le dimissioni usate come arma di ricatto. Condanniamo senza riserve l’utilizzo spregiudicato del consenso attribuito al Sindaco dai cittadini algheresi, utilizzato purtroppo in questa occasione come mera merce di scambio, utile per la conquista di spazi personali all’interno del partito di provenienza». «Dal primo cittadino - concludono - attendiamo infine di sapere se abbia ottenuto soddisfazione alle sue personali richieste, così da potersi finalmente dedicare, se ne è capace con il sostegno di una maggioranza ormai doma, impaurita e priva di autonoma capacità propositiva, alla soluzione dei veri problemi che preoccupano sempre più i cittadini di Alghero».
Nella foto Vittorio Curedda, capogruppo Pd
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