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S.A. 12 febbraio 2025
Il Canopoleno di Sassari rappresenta l'Italia al NaMun
Miriam Cocciu, Giulia Melani, Francesca Pilo e Marta Toschi Pilo, hanno rappresentato l'Italia a Namur, in Belgio, nel corso del NaMun (Namur Model United Nations). L’evento si è concluso nei giorni scorsi nella città Belga, e ha visto coinvolti 110 studenti da 12 paesi
Il Canopoleno di Sassari rappresenta l'Italia al NaMun

SASSARI - Quattro studentesse del Liceo Europeo del Convitto Nazionale Canopoleno, Miriam Cocciu, Giulia Melani, Francesca Pilo e Marta Toschi Pilo, hanno rappresentato l'Italia a Namur, in Belgio, nel corso del NaMun (Namur Model United Nations). L’evento si è concluso nei giorni scorsi nella città Belga, e ha visto coinvolti 110 studenti da 12 paesi (Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Lussemburgo, Marocco, Polonia, Spagna, Italia e Slovacchia). Le ragazze hanno lavorato insieme confrontandosi con i giovani degli altri paesi, su tematiche importanti come il conflitto nello Yemen, i profughi di guerra, la deforestazione e la lotta contro le nuove droghe sintetiche. I lavori si sono conclusi con un dibattito finale: una vera e propria simulazione dell'assemblea generale delle Nazioni Unite.

Tutto in lingua inglese. Il Model United Nations (MUN) è la simulazione dei lavori delle Nazioni Unite in cui il ruolo degli ambasciatori è interpretato da studenti. Ogni partecipante rappresenta un Paese differente ed è tenuto a rispettarne fedelmente valori ed interessi. L’obiettivo è quello di negoziare e ottenere l’approvazione delle risoluzioni che favoriscono il Paese assegnato, tenendo conto anche dell’interesse collettivo. Una “competizione cooperativa” nella quale i partecipanti si confrontano con i grandi temi della politica internazionale. E le giovani studentesse del Canopoleno sono riuscite a fare la loro bella figura.
29/5/2026
La denuncia arriva dal presidente della V Commissione Christian Mulas a proposito di un episodio accaduto nella scuola primaria cittadina: la proiezione di immagini e video particolarmente crudi sugli abbattimenti e sugli allevamenti intensivi, accompagnati da messaggi espliciti volti a indurre i bambini a non mangiare carne



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