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S.A. 6 febbraio 2026
L’Università di Sassari inaugura il 464° anno accademico
Un appuntamento storico che ha visto la partecipazione del Vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme, Raffaele Fitto, ospite d’onore della cerimonia e della presidente della Regione Alessandra Todde
L’Università di Sassari inaugura il 464° anno accademico

SASSARI - Si è celebrata questa mattina, nella solenne cornice del Teatro Verdi, l’inaugurazione del 464° anno accademico dell’Università degli Studi di Sassari. Un appuntamento storico che ha visto la partecipazione del Vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme, Raffaele Fitto, ospite d’onore della cerimonia. La mattinata si è aperta con l’ingresso del corteo accademico sulle note del “Gaudeamus igitur”, eseguito dal Coro dell’Ateneo. Dopo l’esecuzione dell’Inno Nazionale, la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha rivolto i saluti istituzionali alla platea, sottolineando il ruolo cruciale dell'Università nel tessuto socio-economico dell'isola. Il Magnifico Rettore, Gavino Mariotti, ha aperto la cerimonia tracciando un bilancio di crescita straordinaria.

«L'inaugurazione dell'Anno Accademico rappresenta un momento intensissimo di dialogo fra l’Università e l’intero territorio - ha dichiarato il Rettore -. Fin dall’inizio del mio mandato ho scelto una direzione chiara: operare in sinergia per rendere più competitivo il nostro territorio, facendo perno sulla ricerca scientifica e sul trasferimento delle conoscenze. La comunità accademica ha svolto un lavoro incessante di cerniera tra il mondo universitario, il sistema delle imprese e la cittadinanza». Mariotti ha poi rivolto un messaggio diretto agli studenti, definendoli la linfa vitale dell'istituzione: «Siete voi la ragione ultima del nostro impegno e la forza vitale che anima la vita universitaria. A voi chiediamo di essere critici, curiosi e coraggiosi. Nel suo celebre discorso agli studenti Piero Calamandrei disse che l'Università non è un luogo dove si impara a memoria, ma dove si impara a ragionare e a discutere, perché la democrazia è fatta di persone che pensano».

Il bilancio presentato dal Rettore descrive un’istituzione in salute e in forte espansione, come confermato dai dati e dai traguardi raggiunti: Grazie all'introduzione del "semestre libero" per le aree medica e veterinaria, i nuovi ingressi sono saliti a 4.301, portando il totale degli iscritti a quota 12.199; UNISS si conferma tra i primi cinque atenei medi in Italia nella classifica Censis, raggiungendo il primo posto nazionale per la qualità delle strutture. Questo primato è supportato da un piano di investimenti da circa 70 milioni di euro destinati all’ammodernamento delle sedi (Polo Umanistico, Veterinaria, Agraria), al nuovo lotto di Piandanna e all’avanguardistico Centro di Simulazione Medica. L’Ateneo coordina l'ecosistema e.INS (Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia), un progetto da oltre 130 milioni di euro volto a rilanciare la Sardegna attraverso la medicina preventiva, il turismo e l’innovazione sostenibile. A questo si aggiunge l’avvio strategico del nuovo Dipartimento di Ingegneria. L’Università si conferma una finestra sul mondo con 725 mobilità in uscita e l’adesione all’alleanza europea EUNICoast. Grande rilievo è stato dato alla responsabilità sociale, con i corridoi universitari per 20 studenti palestinesi e le borse di studio del progetto SARDEGNA FORMED per studenti provenienti da contesti svantaggiati.

Particolarmente toccante l’intervento di Nicoletta Pinna, Rappresentante dei Dottorandi e degli Specializzandi, che ha richiamato l’attenzione sulla solitudine e il disagio che talvolta colpiscono il mondo universitario. Nel suo saluto istituzionale la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha ribadito la centralità dell'Ateneo turritano per il sistema Sardegna, dichiarando che: «L’Università non è solo un luogo di trasmissione del sapere, ma uno spazio politico nel senso più alto del termine, in cui si formano coscienze libere e responsabili. Lo dimostra la storia di questo Ateneo, che ha formato Presidenti della Repubblica come Antonio Segni e Francesco Cossiga, personalità autorevoli come Enrico Berlinguer, Adelasia Cocco, prima donna medico condotto d’Italia, protagonisti di stagioni diverse della vita democratica del Paese, accomunati dal rigore dello studio e dall’autonomia del pensiero. Per questi motivi la Regione Sardegna considera l’Università un asse strategico delle proprie politiche pubbliche: investire in diritto allo studio, ricerca e accesso alla formazione significa rimuovere le disuguaglianze, trattenere i talenti e dare piena attuazione ai principi costituzionali di libertà e uguaglianza. È una scelta politica chiara, che guarda allo sviluppo dell’Isola e al futuro delle nuove generazioni».

Nel suo atteso discorso, il Vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto ha analizzato le dinamiche europee legate alla coesione e allo sviluppo regionale. Ecco un estratto del suo intervento: «Ho accettato questo invito perché l’Europa ha bisogno di ascoltare i territori: senza una sintesi tra le grandi sfide comuni e le specificità locali non c’è una prospettiva credibile. Il luogo naturale per costruire questa sintesi tra sfide europee e specificità territoriali è l’università: qui il radicamento con il territorio diventa un contributo fondamentale anche a livello europeo. Dobbiamo rafforzare il mercato unico con più semplificazione e capacità di adattamento, per rispondere a bisogni reali e urgenti. E, proprio in questo semestre, sotto la presidenza cipriota, stiamo lavorando per presentare per la prima volta una strategia europea dedicata alle isole, che riconosca le specificità dell’insularità e orienti meglio politiche e risorse. Perché l’obiettivo, alla fine, è uno: ‘Dare una risposta al diritto di rimanere». La cerimonia è stata impreziosita dalle esibizioni di Maria Giovanna Cherchi, accompagnata da Manuel Rossi Cabizza, dei Tenores di Bitti “Mialinu Pira” e del Coro dell’Università di Sassari diretto da Irene Dore, prima della vivace allocuzione della Pontefice Massima dell’Associazione Goliardica Turritana, Anda I Maxima Aurea. Al termine della mattinata, il Magnifico Rettore ha proclamato ufficialmente l’apertura dell’anno accademico 2025-2026, il 464° dalla fondazione, avviando un nuovo capitolo per la comunità accademica turritana.
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