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S.A.
19:14
«Agriturismi e aziende nelle coste fermi da anni»
Il Centro Studi Agricoli ha scritto alla Regione per chiedere una modifica urgente del procedimento regionale legato all’attuazione del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e dei Piani Urbanistici Comunali (PUC

SASSARI - Il Centro Studi Agricoli, per voce del suo Presidente regionale Tore Piana, ha formalmente scritto alla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e all’assessore regionale all’Urbanistica e Riforma del Territorio, Francesco Spanedda, per chiedere una modifica urgente del procedimento regionale legato all’attuazione del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e dei Piani Urbanistici Comunali (PUC): «Da anni, in assenza di PUC adeguati al PPR, centinaia di aziende agricole, agriturismi e imprese multifunzionali situate in ambito costiero sono di fatto bloccate nella possibilità di realizzare o ampliare strutture indispensabili allo svolgimento delle proprie attività. Una situazione che non dipende dalle imprese né, spesso, dai comuni, ma che produce danni economici concreti e perdita di opportunità, anche in relazione all’accesso ai fondi regionali, nazionali ed europei».
«Il paradosso è evidente – dichiara Tore Piana – mentre in fascia costiera si autorizzano altri interventi, le aziende agricole vengono penalizzate, nonostante siano già soggette a vincoli stringenti e rappresentino un presidio del territorio, del paesaggio e dell’economia rurale». Secondo il Centro Studi Agricoli, il blocco protratto negli anni non tutela il paesaggio, ma rischia al contrario di svuotare le campagne, indebolire l’agricoltura e colpire duramente l’agriturismo, uno dei pochi strumenti di reddito integrativo per molte aziende sarde. Nella lettera inviata alla Regione, il Centro Studi Agricoli chiede in particolare: l’attivazione del potere sostitutivo nei confronti dei comuni inadempienti sull’adozione o l’adeguamento dei PUC al PPR; una revisione della disciplina regionale sui vincoli costieri, che riconosca la specificità dell’agricoltura multifunzionale; chiarimenti interpretativi e procedure semplificate per le aziende agricole; la garanzia di pari trattamento rispetto ad altri interventi edilizi in ambito costiero. «Non chiediamo deroghe indiscriminate – conclude Piana – ma regole giuste, chiare e applicabili, che consentano alle imprese agricole di lavorare, investire e restare sul territorio nel pieno rispetto dell’ambiente».
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