Dopo lo sfogo degli imprenditori nautici, stavolta a lamentare la mancanza di un dialogo istituzionale sono dei volontari che chiedono l´attuazione dei Patti di Collaborazione: in particolare il progetto dell´associazione Il Guardino Fiorito per la realizzazione del giardinaggio terapeutico
ALGHERO - Stallo burocratico e assenza di interlocuzioni e risposte: dopo lo sfogo degli imprenditori nautici [
LEGGI], stavolta a lamentare la mancanza di un dialogo istituzionale con l'Amministrazione comunale algherese sono dei volontari che chiedono l'attuazione dei Patti di Collaborazione, ossia degli strumenti previsti dalla Costituzione per permettere ai cittadini di curare e abbellire le aree verdi pubbliche. In questo caso si tratta di un progetto specifico portato avanti dall'associazione Il Giardino Fiorito che ha richiesto uno spazio per il giardinaggio terapeutico dedicato a persone con disabilità e in collaborazione con progetti di cittadinanza attiva, individuando inizialmente l'area della "Merenderia" (vicino a Maria Pia) e accettando poi una proposta alternativa in Viale della Resistenza.
«Nonostante le rassicurazioni iniziali, l'amministrazione comunale non ha ancora formalizzato la delibera necessaria, citando lungaggini burocratiche e disaccordi interni alla giunta. L'associazione lamenta un trattamento iniquo, segnalando come altre realtà come l'Alghero Bike abbiano invece ottenuto spazi evidenziando una disparità di trattamento procedurale» spiegano dall'associazione. Stanchi di attendere una risposta formale e per non perdere la stagione primaverile, i volontari hanno deciso di avviare le attività di incontro presso la Merenderia lo scorso 18 aprile, chiedendo all'amministrazione «più coesione, meno consulenze esterne e un reale ascolto delle esigenze della cittadinanza attiva». In sintesi, il testo è un appello affinché i«l Comune superi il "vuoto procedurale" e permetta ai cittadini di contribuire concretamente al decoro urbano e al benessere sociale».
«Il cuore della protesta non è solo la richiesta di un giardino, ma la rivendicazione della dignità della cittadinanza attiva. L'associazione esprime un profondo senso di delusione e frustrazione verso una politica percepita come lenta, indecisa e "verticale", che preferisce consulenze esterne al dialogo diretto con chi vive il territorio. Il messaggio è un appello alla giustizia sociale: il verde pubblico e la cura urbana sono visti come strumenti di salute, inclusione per le persone con disabilità e bellezza collettiva. C'è il rifiuto categorico di essere considerati "cittadini di serie B" e la ferma volontà di riappropriarsi degli spazi comuni come atto democratico e costituzionale. Il cuore pulsante del messaggio è il rifiuto della passività. L’associazione Il Giardino Fiorito non chiede assistenza, ma partecipazione» si legge nel testo della lettera-appello die volontari a cui allegano la cronologia di un'interrogazione avviata un anno fa' e ancora senza un epilogo formale.
Nella foto: l'esterno della Merenderia