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S.A. 11 giugno 2026
Costo credito, Sardegna: +33%
CNA Sardegna presenta i dati del proprio Centro Studi sull’accesso al credito: divari strutturali rispetto alla media nazionale, credit crunch selettivo sulle PMI, e il rischio di un nuovo rialzo BCE l’11 giugno
Costo credito, Sardegna: +33%

CAGLIARI - La Sardegna è al secondo posto in Italia per costo del credito a breve termine: 33% in più rispetto alla media nazionale per finanziare la liquidità aziendale. Il mercato del credito alle imprese sarde evidenzia un deterioramento strutturale che non si è arrestato neppure con la parziale stabilizzazione del ciclo monetario europeo. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi CNA Sardegna su fonte Banca d’Italia, il volume complessivo dei prestiti alle imprese dell’isola ha toccato il minimo storico nell’ottobre 2025, scendendo sotto i 7,5 miliardi di euro, per poi risalire a 7,75 miliardi nel gennaio 2026: un livello ancora distante di oltre 10,7 punti percentuali dal valore medio registrato nel 2022. Ma il dato che preoccupa maggiormente CNA Sardegna è la polarizzazione dell’accesso al credito in base alla dimensione aziendale. 

La ripresa recente riguarda quasi esclusivamente le imprese più strutturate, mentre le piccole e medie imprese – che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo isolano – continuano a subire una contrazione senza sosta. Tra ottobre 2025 e gennaio 2026, mentre le grandi imprese registravano un aumento del credito del +6,3%, le piccole imprese accumulavano un’ulteriore riduzione del –1,7%. Nel confronto con la media 2022, il divario per dimensione è netto: –7,7% per le imprese più strutturate, contro un pesantissimo –18% per le PMI e microimprese. La Sardegna emerge tra le regioni meridionalipiù penalizzate, superata solo dalla Basilicata (–13% per le grandi imprese), con dinamiche che rispecchiano una selezione sempre più stringente da parte degli intermediari bancari. A livello settoriale, la ripresa di fine 2025 è trainata dall’industria (+12% tra ottobre e dicembre 2025), ma il confronto di lungo periodo mostra una flessione del –18% rispetto alla media 2022, la più intensa tra i settori e tra le più alte nel confronto interregionale. Nei servizi il calo è –13%, nelle costruzioni – 11%: in tutti i casi, la Sardegna si colloca peggio della media nazionale.

Le prospettive non sono buone: «Con la riunione BCE dell’11 giugno si apre uno scenario di ulteriore incertezza- continua- Cna Sardegna sarà in prima fila per difendere gli interessi degli artigiani e delle PMI sarde, con dati, proposte e la voce diretta alle istituzioni». Secondo il report il volume complessivo dei prestiti alle imprese dell’isola ha toccato il minimo storico lo scorso, scendendo sotto i 7,5 miliardi di euro, per poi risalire a 7,75 miliardi a gennaio. Un livello ancora distante di oltre 10,7 punti percentuali dal valore medio registrato nel 2022. Ma il dato che preoccupa maggiormente Cna Sardegna è la polarizzazione dell’accesso al credito in base alla dimensione aziendale. La ripresa recente riguarda quasi esclusivamente le imprese più strutturate, mentre le piccole e medie imprese continuano a subire una contrazione senza sosta.

Tra ottobre 2025 e gennaio 2026, mentre le grandi imprese registravano un aumento del credito del +6,3%, le piccole imprese accumulavano un’ulteriore riduzione del -1,7%. Nel confronto con la media 2022, il divario per dimensione è netto: -7,7% per le imprese più strutturate, contro un pesantissimo -18% per le PMI e microimprese. La ripresa di fine 2025 è trainata dall’industria (+12% tra ottobre e dicembre 2025), ma il confronto di lungo periodo mostra una flessione del -18% rispetto alla media 2022, la più intensa tra i settori e tra le più alte nel confronto interregionale. Nei servizi il calo è -13%, nelle costruzioni - 11%: in tutti i casi, la Sardegna si colloca peggio della media nazionale.

«Il differenziale di costo del credito tra Sardegna e media nazionale non è accettabile. Un’impresa sarda paga strutturalmente di più per finanziarsi, non perché sia meno affidabile, ma perché opera in un contesto geograficamente svantaggiato. Questo divario erode competitività, scoraggia investimenti e riduce la capacità di creare occupazione. CNA Sardegna chiede interventi immediati e strutturali: un fondo regionale di garanzia, uno
sportello dedicato alle PMI sarde e l’apertura di un tavolo con le istituzioni europee sul tema dell’insularità economica» le parole di Luigi Tomasi, presidente di CNA Sardegna.
24/7/2026
Per anni Nobento è stata raccontata come il simbolo della rinascita industriale. L’azienda che cresceva. L’azienda che assumeva. L’azienda innovativa. L’azienda che faceva welfare. L’azienda modello. Il suo amministratore veniva invitato ai convegni. Intervistato. Premiato. Celebrato. Le televisioni. I giornali. Le associazioni. Le istituzioni. Tutti parlavano di una grande storia di successo. Fin qui nulla di male. Quando un’impresa crea occupazione è giusto riconoscerne il valore. Ma esiste una differenza enorme tra riconoscere un risultato e costruire un mito



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