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Red
21 ottobre 2008
Gianni Marras al Verdi dopo 12 anni
«La pietra del paragone la dedico a Giampiero Cubeddu». La prima dell’opera diretta dal regista sassarese è per il 24 ottobre. Mercoledì la tavola rotonda e l’anteprima giovani

SASSARI - Si avvicina la prima de "La pietra del paragone", la seconda opera in cartellone della stagione lirica dell’Ente concerti “Marialisa de Carolis”. Il 24 ottobre infatti i portoni del Teatro Verdi di Via Politeama a Sassari si apriranno al pubblico per l’opera di Gioachino Rossini, che il regista sassarese Gianni Marras porta in scena con un cast di giovani attori di alto livello.
La produzione sarà preceduta il giorno 22 ottobre dalla tavola rotonda di presentazione dell’opera durante la quale, come di consueto, gli appassionati di lirica potranno assistere all’introduzione e alla spiegazione dell’opera. All’appuntamento che si terrà in sala concerti, ingresso Teatro Verdi, saranno presenti il critico Mauro Mariani, il regista Gianni Marras, il direttore d’orchestra Gianluca Marcianò e lo scenografo Davide Amadei. Il 22 sarà anche la giornata dell’anteprima giovani: alle ore 20 infatti è previsto l’ingresso per le scolaresche che hanno fatto richiesta di assistere all’opera.
La pietra del paragone segna il ritorno a Sassari, dopo dodici anni di assenza, del regista Gianni Marras. In questi giorni il regista lavora all'interno di quello stabile che lo ha visto crescere, dove tra il 1993 e il 1997 era stato prima assistente alla regia quindi direttore di palcoscenico per le stagioni liriche dell'Ente concerti sassarese. Per Gianni Marras, regista de La pietra del paragone, entrare al Teatro Verdi il primo giorno è stato molto emozionante.
«Sto assaporando il gusto di ritornare nella mia città – racconta – ho ritrovato le persone con le quali ho lavorato a lungo, ho ritrovato il coro, quello di "Santa Cecilia", con il quale io stesso ho cantato per tanti anni». Amici, ma non solo, anche tanti appassionati della lirica, ai quali il regista sassarese, trapiantato a Bologna, presenta un'opera con caratteristiche ben precise, che sono frutto di uno studio che lo stesso Marras e lo scenografo, Davide Amadei, hanno fatto prima di approdare al Verdi.
Nella foto d'archivio Giampiero Cubeddu
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