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Sara Alivesi 20 gennaio 2009
Rimedio anti-crisi: Matrimonio finto
Le ultime notizie di cronaca locale mettono in evidenza un fenomeno del tutto nuovo ad Alghero: il matrimonio combinato tra cittadini algheresi ed extracomunitari
Rimedio anti-crisi: Matrimonio finto

ALGHERO - Le ultime notizie di cronaca locale mettono in evidenza un fenomeno del tutto nuovo ad Alghero: il matrimonio combinato tra cittadini algheresi ed extracomunitari. Sembra non essere finita quà. Sempre nella nostra città, ai matrimoni fittizi, pare seguano "atti di pentimento" generali da parte del residente coinvolto che autodenuncia il fatto, talvolta nel ruolo di "circuito" dal falso partner. Una sorta di "Green Card" al contrario, dove i due protagonisti del film, il simpatico francese Gerard Depardieu e la bella americana Andie MacDowell, dopo un periodo di convivenza forzata, finivano per innamorarsi. Ma si sa, al cinema le cose vanno diversamente dalla realtà.

Non solo Alghero nelle pagine dei giornali e dei fascicoli di Polizia e Carabinieri. Negli ultimi mesi l’intensificarsi delle pratiche, ha spinto molti comuni del bergamasco a rafforzare i controlli. L’Ami, l’associazione matrimonialisti italiani, ha calcolato che negli ultimi dieci anni i matrimoni combinati sono stati almeno 30 mila e che circa il 60% non viene mai scoperto nè bloccato. «Un fenomeno quasi del tutto italiano nel pur variegato mondo dei costumi e del diritto comunitario: la gran parte di questi matrimoni combinati non viene bloccata prima né scoperta successivamente alle celebrazioni», dichiara Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione. Un dato confermato dal fatto che in Italia circa l’80% dei matrimoni misti fallisce e che in nessun altro Paese Ue si registra qualcosa di simile. «La conseguenza è un aumento vertiginoso di separazioni e divorzi tra cittadini italiani e stranieri». E quindi i matrimonialisti chiedono «maggiore controllo» da parte della magistratura e delle forze dell’ordine per frenare l’aumento di questo fenomeno «che nulla ha a che vedere con l’integrazione e l’interculturalità».

Discorso più ampio meriterebbe il matrimonio misto in generale, dove l'Italia é agli ultimi posti delle classifiche europee. Il fenomeno, pur non essendo il solo, rappresenta un indicatore affidabile del livello di integrazione nella società e mostrerebbe, insieme ad una scarsa presenza straniera, come il nostro Paese sia ancora molto lontano dal processo di ibridazione tra culture presenti in nazioni come la Francia e la Germania. E si attendono nuovi sviluppi con le ultime normative in materia di immigrazione dell’attuale esecutivo, Lega in testa, come: la concessione della cittadinanza a tre anni dal matrimonio (e non più sei mesi); la tassa per ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno; la proposta (e ci si augura rimanga tale) del Carroccio di dividere le classi tra studenti stranieri e quelli italiani.

Ritornando ai matrimoni concordati, se non è l’amore a spingere le coppie a scambiarsi gli anelli, la concessione della cittadinanza e il denaro rimangono le motivazioni più accertate. Se il prezioso riconoscimento accontenta verosimilmente solo uno dei «promessi sposi», l’altro non può che averne un interesse in cambio. Indagini varie, infatti, hanno stabilito un prezzo medio delle unioni fittizie, che andrebbe dai tre mila ai cinque mila euro, di questi tempi una bella somma. Non occorre scomodare antropologi e sociologi per constatare come in periodi di grave crisi economica aumentino i reati. C’è chi rischia a rapinare una banca e chi a sposarsi per finta.



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