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Marco Vuchich
19 luglio 2004
L’opposizione, la Giunta Tedde barricata nella sua arroganza
Conferenza stampa incandescente dei capigruppo dei partiti di minoranza. Le bordate all’amministrazione sui problemi edilizi e di programmazione turistica inesistente

La conferenza stampa indetta nei giorni scorsi dai capigruppo dei partiti di minoranza in consiglio comunale è stato il segnale di una presa di coscienza che la strada per riorganizzare un’opposizione organica e fortemente propositiva passa necessariamente da un’unione di intenti, solida e ben motivata. La riunione politica aveva lo scopo di tirare le somme sull’attività svolta fino ad ora dalle forze di minoranza, ma soprattutto di analizzare l’operato della giunta Tedde a due anni dal suo insediamento. Per quanto riguarda l’azione politica dell’attuale amministrazione di centro destra, le critiche sono state molte, a partire dall’assoluta mancanza di dialogo con l’opposizione. “E’ una maggioranza arrogante – ha denunciato l’avvocato Claudio Montalto - che non vuole ascoltare le nostre richieste, un esempio su tutti è quello relativo al brutto pasticcio della Piazza dei Mercati, sulla cui variante stiamo drammaticamente tentando di discutere in consiglio comunale dal mese di febbraio. Abbiamo chiesto una risoluzione definitiva della vicenda, ma pare che l’unico modo per farci sentire sia quello di agire tramite la magistratura”. La lunga diatriba sui mali della giunta passa inevitabilmente sull’uso disinvolto del potere pubblico che, secondo l’opposizione, incrementa giorno dopo giorno, un clientelismo ormai radicato nel tessuto sociale di Alghero. “Siamo in una situazione di emergenza legale - ribadisce Montalto – nella quale il centro destra non spiega quale sia il suo vero progetto di governo, campando alla giornata con l’aggiunta sistematica delle varianti di turno”.
Prende quindi la parola Ombretta Armani (Movimento Arcobaleno) che conferma il malessere della minoranza sia in consiglio comunale che nelle varie commissioni. “L’impossibilità di un confronto democratico con l’amministrazione è palese, si arriva in commissione o in consiglio per discutere un problema, ma ci portano le pratiche attribuendoci il solo compito di ratificarle, avendone già discusso tra loro e trovato un accordo monolitico dal quale sono impossibilitati a recedere”.
La frustrazione è tanta e traspare man mano che si accavallano gli interventi, tra i quali spicca quello di Giulio Spanu: “Il nostro errore è quello di non essere riusciti ad organizzare bene un’opposizione compatta dopo le ultime amministrative. Da più parti sono giunti segnali preoccupanti della nostra debolezza, ma oggi siamo qui riuniti per ripartire con maggior slancio, anche sull’onda dei cambiamenti radicali avvenuti in sede regionale. Ci siamo ritrovati e questo è il punto da cui ripartire”. Quello delle divisioni in seno al centro sinistra è un male trasversale che ha lasciato profonde ferite, soprattutto durante le elezioni comunali, perse per la mancanza di un progetto comune che, secondo Vittorio Curedda, deve rispecchiarsi in quello dell’Ulivo, perché solamente all’interno di un programma condiviso da tutti si può marciare con passo deciso verso il prossimo appuntamento elettorale e prepararsi per l’alternanza di governo.
Il punto dolente della faccenda, però, è un altro e cioè l’assoluta mancanza, da parte dell’opposizione, di collegamento con la società algherese. Pochi comunicati stampa che il più delle volte si devono all’iniziativa di singoli e raramente costruiti per dare all’esterno quell’immagine di unità che gli elettori invece vorrebbero. “Dobbiamo smetterla di radicalizzare la nostra lotta solamente sui problemi edilizi – ha affermato Gavino Ruiu nel suo intervento -, bisogna portare alla luce questioni più collegate alla gente, in modo che tutti sentano più vicina la presenza di un’opposizione che si interessa e combatte per gli interessi degli algheresi”.
Dall’altra parte della barricata una perfetta macchina propagandistica che distribuisce comunicati costruiti ad arte, un ufficio stampa voluto da Tedde per far giungere agli occhi e alle orecchie della cittadinanza le mirabilie della sua amministrazione. Inutile dire che di fronte a ciò una conferenza stampa, purtroppo senza gran parte della stampa, non può che essere un improduttivo esercizio oratorio fine a se stesso. Che tragga esempio da Soru, questa minoranza, se proprio non digeriscono l’abilità comunicativa di Berlusconi. Il neo Governatore della Sardegna ha arruolato un guru della pubblicità come Gavino Sanna, mica bazzecole, perché era questo l’unico modo di incidere profondamente nel cuore dell’opinione pubblica. Nella società dell’immagine, chi ancora non ha metabolizzato questo assioma, è destinato a perdere e a restare a lottare contro i mulini a vento.
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