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Red 2 aprile 2009
4,3 miliardi persi: «Cipe taglia la Sardegna»
E´ la dura constatazione del capogruppo del Pd in consiglio regionale Mario Bruno. «La delibera Cipe dello scorso dicembre ha decurtato un miliardo sui fondi destinati alle Regioni»
4,3 miliardi persi: «Cipe taglia la Sardegna»

ALGHERO - «La Sardegna ha perso circa 4,3 miliardi di euro di fondi Fas: numeri alla mano, questa sarebbe una verità inequivocabile, ma il presidente Cappellacci è riuscito a contestarla». E' la dura constatazione del capogruppo del Pd in consiglio regionale Mario Bruno, che precisa come la programmazione dei fondi Fas per gli anni 2007-2013 prevedeva una suddivisione in quattro parti: i fondi regionali assegnati totalmente alla disponibilità delle regioni, i fondi fas nazionali, le riserve di programmazione e i progetti strategici speciali.

«Nell'ottica del riequilibrio, alla nostra Regione spettava il 12,61% del totale delle risorse destinate alle regioni del mezzogiorno d'Italia». La giunta precedente aveva ottenuto dal governo Prodi la medesima percentuale di destinazione delle risorse anche per i fondi della programmazione nazionale (per esempio, quelli ottenuti per il progetto salute mezzogiorno, quelli per le infrastrutture grazie a un accordo sancito con il Ministro Di Pietro, il progetto strategico bonifiche siti industriali inquinati).

«Ma la delibera Cipe dello scorso dicembre ha decurtato un miliardo sui fondi destinati alle Regioni: la Sardegna si è vista quindi tagliare 127 milioni. Inoltre il Cipe ha deliberato l'azzeramento della programmazione Fas nazionale - sottolinea Bruno - che prevedeva un importo di circa 18 miliardi di euro, e la revoca della riserva di programmazione e dei progetti strategici speciali, che ammontava a circa 15 miliardi di euro».

Perciò, sulla base della percentuale di pertinenza della Sardegna, vengono meno circa 4,2 miliardi che, a dispetto di quanto stabilito in precedenza, adesso verranno assegnati fuori da ogni logica di riequilibrio della programmazione. «Il governo Berlusconi si è impegnato a destinare l'85% delle risorse al mezzogiorno, senza peraltro dare alcuna garanzia sul riparto tra regioni. Per cui - conclude il politico algherese - un solo intervento, come quello per lo stretto di Messina, potrebbe per assurdo impegnare l’intera cifra».

Nella foto il presidente della regione Cappellacci



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