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Red
11 maggio 2009
1mln in false fatture: 2 denunce a Olbia
Scovata dalla Guardia di Finanza di Olbia una società amministrata da una donna di origine bergamasca che ha dichiarato 960mila euro di costi non deducibili, con la conseguente evasione di Iva per un totale di circa 200mila euro.

OLBIA - La Guardia di Finanza di Olbia, nell’ambito dell’attività di contrasto all’evasione fiscale ed in ossequio alla consolidata funzione di Polizia economico – finanziaria, ha individuato un ampio circuito di fatture per operazioni inesistenti.
Il “fatturificio clandestino” aveva le sue basi nel Nord Italia, nella fascia di confine tra Lombardia e Piemonte, ma si era ramificato così tanto da raggiungere, in tempi brevi e con non comune imponenza, le coste galluresi per mettere a disposizione “i suoi servizi” a taluni soggetti operanti nel settore edilizio individuati dalla Fiamme Gialle olbiesi dopo 5 mesi di indagini finanziarie e bancarie.
Quale metodo migliore per nascondere/occultare al fisco i propri ricavi se non quello estremamente difficile da scoprire e particolarmente "efficace" di renderli noti, salvo però contestualmente compensarli (ovvero illecitamente decurtarli) con costi stratosferici risultanti dalle ben note fatture false, ossia fatture che documentano costi in realtà mai sostenuti per lavori mai prestati da società mai esistite, se non solo sulla carta.
L’indagine, partita con l’individuazione di una società che produceva solo ed unicamente “carta”, ossia fatture e falsi documenti fiscali, senza alcun effettivo servizio e prestazione, nel novarese, ha trovato pieno compimento ad Olbia e dintorni, dove è stata individuata un’altra società, questa volta olbiese operante nel settore edilizio, che in sede di dichiarazione annuale dei redditi annotava puntualmente le fatture false, dimostrando così al Fisco di aver sostenuto costi, a volte anche maggiori dei ricavi percepiti (e quindi producendo un reddito in “negativo”, esentasse), per i lavori di costruzione svolte in diversi cantieri edili (es. strutture alberghiere, abitazioni, ecc.) aperti nel territorio Gallurese.
L'S.r.l. olbiese, amministrata da una donna di origine bergamasca ma di fatto gestita dal marito anch’esso lombardo (impossibilitato ad assumerne ufficialmente il controllo poiché già responsabile di diversi illeciti in materia tributaria), si è così macchiata del reato di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da due imprese edili artigiane operative presso la provincia di Novara, creando oltretutto una pericolosa distorsione dell’economia legale in danno delle molte imprese edilizie galluresi in regola con le normative fiscali ed amministrative.
Nel complesso l’attività ispettiva ha consentito di acclarare l’annotazione indebita in dichiarazione dei redditi di costi indeducibili, perché generati da fatture false, per complessivi Euro 960.000,00, con la conseguente evasione di Iva per un totale di circa 200mila euro. L’attività ispettiva svolta dai militari della Squadra Volante della Guardia di Finanza di Olbia si è conclusa con il sequestro dei documenti fiscali ritenuti falsi e con la contestuale denuncia all’Autorità Giudiziaria di Tempio Pausania dei 2 soggetti.
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