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Antonio Sini
1 settembre 2004
Riprendono i lavori del Consiglio Regionale, timori per la riforma federale
Dal prossimo 8 settembre in discussione la legge dello Stato che prevede l’abolizione delle regioni a Statuto Speciale e una mozione del centrosinistra sul parco geominerario

Dopo le vacanze Estive, che per molti parlamentari Sardi sono state vacanze di lavoro, vedasi il movimentismo dell’Assessore alla Sanità in visita nelle Aziende Asl, dell’Agricoltura e foreste in prima linea nelle aree colpite dagli incendi, per le quali c’è in itinere la richiesta allo stato centrale di riconoscimento di calamità naturale per aiutare le imprese agricole distrutte. I parlamentari sardi dopo un’estate rovente sotto tutti i punti di vista, cominciano a ripensare ai banchi di Via Roma, sede del Consiglio Regionale. C’è tanta carne al fuoco, bisogna incominciare facendo un piccolo calendario delle priorità, iniziando subito con grandi temi al limite dello scontro con il potere “romano”; in ballo c’è la riforma federale che alla Sardegna sta decisamente “stretta”. Ecco quindi che il Consiglio Regionale riprenderà i lavori dell´aula, l´8 Settembre alle ore 10.
Il primo punto all´ordine dei lavori sarà la discussione sulla posizione della Regione in merito al dibattito di riforma federale, che prevede la cancellazione delle specificità, con l´uniformazione di tutte le regioni a quelle a statuto ordinario. Oltre a questo argomento, che sarà al centro anche di un confronto con i parlamentari sardi, la sessione di lavori, che proseguirà anche giovedì 9 settembre, prevede la discussione di una mozione del centrosinistra sul parco geominerario. Le decisioni sono state prese durante la conferenza dei capi gruppo, presieduta dal presidente del Consiglio, Giacomo Spissu, alla quale ha partecipato anche il presidente della Regione, Renato Soru.
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