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A.B. 5 ottobre 2009
De Andrè, ponte ideale tra Sassari e L’Aquila
La Polifonica Santa Cecilia e l’Ensemble Laborintus di Sassari conquistano l’Auditorium del capoluogo abruzzese con la Buona Novella del cantautore genovese
De Andrè, ponte ideale tra Sassari e L’Aquila

L’AQUILA - Solidarietà, poesia e musica d’autore. Con questi doni, Sassari ha portato il suo saluto alla popolazione abruzzese presentando, all’“Auditorium della Guardia di Finanza” de L’Aquila, un prezioso progetto artistico: “La buona Novella” di Fabrizio De Andrè, capolavoro musicale che racchiude nei suoi testi e, nell’intento artistico dell’autore, un profondo messaggio universale di umanità e fratellanza.

L’evento, organizzato dalla “Polifonica Santa Cecilia” e dall’associazione “Laborintus”, in collaborazione con le “Casse Edili” de L’Aquila, ha avuto come ospite d’onore Antonella Ruggiero, nel cast sin dalla prima rappresentazione assoluta dell’opera avvenuta lo scorso maggio al “Teatro Verdi” di Sassari. L’artista genovese, che con la sua voce inconfondibile ha contribuito al successo del progetto, ha regalato anche in quest’occasione un'interpretazione magistrale, di struggente intensità.

Nel teatro che tante volte in questi ultimi mesi ha accolto performance delle più grandi pop star internazionali e summit planetari, la storia di Gesù Cristo raccontata dal Faber coinvolge la platea che ha accompagnato con lunghi applausi l’intera esibizione. Palpabile l’emozione in sala, assorti gli spettatori catturati dalla storia delle storie, che nella versione dei vangeli apocrifi (utilizzata de De Andrè) appare più realistica, vicina al dolore degli uomini e proprio per questo ancora più toccante.

Dopo il rodaggio del progetto, che nel mini tour estivo in Sardegna, lo spettacolo appare in questa nuova tappa ancora più omogeneo, ulteriormente rafforzata anche l’intesa tra l’ “Eensemble Laborintus”, la Polifonica Santa Cecilia diretta da Gabriele Verdinelli, la voce solista di Carlo Doneddu e la voce narrante di Maria Antonietta Azzu. Ogni elemento dell’opera si amalgama e si fonde con precisione fluida e naturale, il racconto si dipana, la storia si compie, tenendo sempre alta l’attenzione del pubblico in un’ora di concerto che si assapora in un respiro unico.

Ben inseriti nel progetto anche i coristi della corale “Novantanove” de L’Aquila, che si sono uniti per l’occasione alla polifonica sassarese impreziosendo ulteriormente l’operazione artistica e donandole un ulteriore significato simbolico. «Questa serata è nata oltre un anno fa in seguito ad un invito della corale – ha dichiarato Paolo Cabula, presidente della polifonica Santa Cecilia – L’invito è stato confermato, nonostante il terremoto, la nostra collaborazione è andata in porto, pur tra mille difficoltà, oggi siamo qui per portare il nostro messaggio di solidarietà». La Santa Cecilia, al termine del concerto, ha consegnato una targa ricordo da parte del sindaco Gianfranco Ganau ed ha offerto ai colleghi de L’Aquila un personale contributo economico per la ricostruzione della sede storica dell’associazione distrutta dal terremoto.

Lo spettacolo, presentato dai giornalisti Pino Scaccia e Chiara di Giambattista, ha visto sul palco anche altri musicisti abruzzesi che hanno animato la prima parte della serata, tra questi Simona Molinari, la giovanissima aquilana finalista dell’ultima edizione del “Festival di Sanremo”, e la band abruzzese “Maxiata”, che ha presentato una raccolta di brani scritti all’indomani del terremoto. Ma il momento più importante della due giorni abruzzese si è svolto nella tendopoli di Villa Sant’Angelo, uno dei paesi più colpiti dal sisma, dove sono morte sotto le macerie diciassette persone.

La Ruggiero ed i musicisti sassaresi hanno trascorso la mattinata nel campo base dove hanno incontrato i terremotati ed hanno visitato una delle piazze più antiche del paese, intitolata a De Andrè, dove nessun edificio è rimasto in piedi. La Ruggiero si è esibita su un palco improvvisato, dedicando ai terremotati la “Canzone dell’amore perduto”, di De Andrè, mentre la Polifonica ha offerto il suo saluto commosso intonando “Deus ti salvet Maria”.



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