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A.B.
20 gennaio 2010
Cagliari: Prosegue la Stagione Teatro d’Autore
Il secondo appuntamento con la manifestazione organizzata da Il Crogiuolo, venerdì 22 e sabato 23 gennaio, alle ore 21, al Teatro Sant’Eulalia, è con Petrafennula

CAGLIARI - Secondo appuntamento con la rassegna “Teatro d'Autore–Articolo Uno” de “Il Crogiuolo”, venerdì 22 e sabato 23 gennaio, alle ore 21, andrà in scena il teatro comico di Sergio Vespertino, autore e protagonista di “Petrafennula”. In questo spettacolo prodotto dalla cooperativa “Agricantus”, l’artista sarà accompagnato lungo ritmi folk di vicoli e borghi siciliani, dalla fisarmonica di Pierpaolo Petta.
Petrafennula è un dolce tipico siciliano, forse poco visto, forse poco conosciuto, ma esistente da lungo e lungo tempo. É un addensato di ingredienti semplici, fusi e colati insieme, a formare un unico pezzo duro come la pietra. Duro a sciogliere, duro a tagliare, duro a mangiare… ce ne vuole del tempo ad inghiottirne un pezzetto di quella petrafennula. Così l’esposizione di queste poche righe iniziali può essere trasferita da un microcosmo culinario ad un modo di leggere la vita.
Lo spettacolo, porta con se l’idea del viaggio per il gusto del viaggio, con una petrafennula in tasca come voce guida in valigia. Come segno stradale per non fermarsi ad aspettare. Per non fare della virtù della pazienza un vizio, per quell’abitudine di consumarci in attese troppo lunghe, in aspettative che non arrivano mai a realizzarsi. Una petrafennula con i suoi giochi di parole e pensiero sulla realtà. Perché la petrafennula ci faccia sentire quel gusto per il cammino senza farci pensare troppo al tipo da automobile, alla velocità, alla moda e alla fretta. Un viaggio per immaginare e connettere insieme antico e moderno, per accendere la fantasia. In questa maniera, Vespertino giocherà e ci porterà alla risata, tra memoria e presente, con delicatezza e senza battute frettolose.
«Vi porterò alla risata – spiega Sergio Vespertino - tra memoria e presente, con delicatezza e senza battute frettolose… giocherò con l’introspezione di un ipotetico personaggio (i suoi ricordi, le sue vicende) e le frenesie della nostra vita quotidiana (il tipo di automobile, la velocità, le case, la moda e la fretta). Il comico lamento del singolo personaggio nei riguardi del lavoro diviene, nello spettacolo, il coro generale della Sicilia che lavora. Il melanconico amore del protagonista trova la sua rivalsa dentro le soluzioni grottesche. Alla fine dello spettacolo troveremo il viaggio della vita paragonato ad un treno sperando di poter regalare a ciascuno di voi una riflessione da portare a casa».
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