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S.A. 31 marzo 2010
Sassari: 2 interventi al cuore per via percutanea
Due anziani pazienti di 85 e 87 anni, affetti da stenosi aortica, sono stati sottoposti a Sassari ai primi interventi effettuati in Sardegna di impianto di valvola aortica per via percutanea
Sassari: 2 interventi al cuore per via percutanea

SASSARI – Due anziani pazienti di 85 e 87 anni, affetti da stenosi aortica, sono stati sottoposti a Sassari ai primi interventi effettuati in Sardegna di impianto di valvola aortica per via percutanea. «Al momento – hanno fatto sapere i medici del “Santissima Annunziata” – i pazienti, ricoverati nel dipartimento cuore dell’ospedale, stanno bene».

La nuova metodica è stata presentata questa mattina (mercoledì), nella sezione di emodinamica, al primo piano dell’Ospedale civile di Sassari, alla presenza del commissario dell’Asl di Sassari Paolo Manca, del primario di Cardiologia e direttore del Dipartimento cuore Pierfranco Terrosu, del primario di Cardiochirurgia Michele Portoghese e del responsabile della Cardioanestesia Guglielmo Padua.

Gli interventi sono stati realizzati la mattina e il pomeriggio di lunedì scorso nelle sale operatorie di emodinamica del reparto di Cardiologia, al primo piano dell’ospedale civile di Sassari. Le due operazioni, effettuate nelle sale operatorie di emodinamica, hanno visto al lavoro una équipe multidisciplinare formata da cardiochirurghi (il primario Michele Portoghese e Enrico Coradduzza), cardiologi emodinamisti (guidati dal primario Pierfranco Terrosu, quindi Francesco Bilotta, Giuseppe Talanas, Rosanna Pes, Giuseppe Sabino e Alberto Delpini) e cardioanestesisti (il primario Guglielmo Padua e Daniela Sechi).

«Il nostro punto di forza – ha commentato Pierfranco Terrosu, primario della Cardiologia sassarese e direttore del Dipartimento cuore – è stato indubbiamente la formazione di un team misto, che ha consentito di condividere competenze e di lavorare in sintonia». La metodica utilizzata al “SS. Annunziata” rappresenta un approccio innovativo: permette di sostituire la valvola aortica direttamente attraverso un accesso femorale senza ricorrere all’intervento cardochirurgico a cuore aperto, senza l’incisione dello sterno e l’apertura del torace. Si tratta di notevoli vantaggi-benefici per il paziente, per il quale si riducono sia le ore di ricovero nella sezione di terapia intensiva che i giorni di degenza.

La valvola aortica percutanea è una protesi fissata su un sostegno cilindrico simile a un grosso stent che si auto espande. La valvola è situata all’interno di un catetere che viene introdotto, con tecnica percutanea, dall’arteria femorale attraverso l’aorta, per poi essere posizionato a livello della valvola aortica “difettosa”. A questo punto lo stent viene espanso, la vecchia valvola è messa “fuori uso” e la nuova, posizionata all’interno, immediatamente prende a funzionare.

«La valvola – ha spiegato il cardiochirurgo Michele Portoghese – è realizzato con un tessuto preso dal pericardio del vitello. È composta da 4 pezzi diversi assemblati e cuciti a mano su stent metallico. Al momento esistono due sole taglie, con un range di possibilità adattabile a certi tipi di anatomia». Lo specialista inoltre ha aggiunto che sopra i 70 anni circa il 18/20 per cento soffre di stenosi aortica, ma che non tutti i soggetti possono essere trattati con questa metodica.

«Si tratta di interventi qualificanti per l’intero ospedale – ha aggiunto Paolo Manca, commissario dell’Asl di Sassari – e mostrano come, in un’azienda che ci è stata consegnata in condizioni non ottimali, si possano fare attività di alto profilo che contribuiscono, assieme alle altre professionalità, a far elevare l’ospedale alle posizioni che ha sempre rivestito in ambito regionale».


Questo intervento mini invasivo, che può essere considerato innovativo visto che sono ancora pochi in Italia i centri accreditati che lo effettuano, trova applicazione in modo particolare sui soggetti anziani che soffrono di stenosi aortica, e di altre patologie concomitanti, e per i quali la chirurgia tradizionale costituisce un alto rischio. Per questi quindi si tratta di un intervento decisivo per la loro sopravvivenza.

La realizzazione di questi interventi, inoltre, rappresenta un alto valore per l’ospedale e, da una parte, per la struttura di Cardiologia, che nel 2009 ha effettuato oltre 600 angioplastiche, 1400 cateterismi e ha rappresentato un punto di riferimento anche per le emergenze con il servizio di emodinamica in h24, e dall’altra per quella di Cardiochirurgia che, proprio nell’anno appena passato, ha visto crescere notevolmente la sua attività.

Nella foto, da destra: Michele Portoghese, Pierfranco Terrosu, Francesco Bilotta, Guglielmo Padua, Giuseppe Sabino, Rosanna Pes
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