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red
20 novembre 2004
Olla Podrida, ricette di anziane donne algheresi
Circa 180 ricette della memoria, quelle della vita quotidiana, in gran parte oggi dimenticate a vantaggio di una cucina per lo più omologata

E’ stato presentato sabato 13 in occasione della cerimonia di premiazione di Show the Chef il libro “OLLA PODRIDA, memorie dell’alimentazione algherese”, Edizioni del Sole, stampato con la collaborazione del Comune di Alghero e dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo.
Il libro è parte del progetto “Dalla coltura alla cultura dell’olivo” finalizzato alla conoscenza del territorio, della cultura e delle tradizioni di Alghero, ma anche di educazione alimentare, che Maria Antonietta Peana e Maria Antonietta Alivesi, docenti della Scuola Media Alghero 2 + Fertilia, hanno portato avanti con gli alunni del corso “F” che dalla viva voce di anziane donne algheresi hanno raccolto e trascritto le ricette della vita quotidiana di un tempo. Il risultato è stato inaspettato: circa 180 ricette della memoria, quelle della vita quotidiana, in gran parte oggi dimenticate a vantaggio di una cucina per lo più omologata. Piatti di sorprendente attualità che è sembrato doveroso recuperare, oggi in cui si parla tanto dell’importanza dell’alimentazione mediterranea contro le malattie della civiltà del benessere.
Il lavoro è stato realizzato con la collaborazione di Tonino Demartis, autentico ristoratore algherese del Ristorante La Speranza, che ha messo a disposizione la sua professionalità nella correzione tecnica delle ricette e nella preparazione dei piatti fotografati.
Il titolo, letteralmente significa “pentola marcia”, prende il nome di una ricetta di origine castigliana che sta ad indicare un pentolone di coccio dove venivano cotte, come nelle cucine più povere, rimanenze di verdure con carne e legumi, in genere ceci;d Alghero la variante più nota, soprattutto agli anziani ai quali è peraltro dedicato il libro, usa al posto della carne le lumache. Il lavoro parte dalla convinzione più ampia che l’alimentazione sia l’espressione significativa della cultura di un popolo, del suo linguaggio, della sua storia, e che nel mondo non esistano culture alimentari più importanti di altre perché ogni realtà della terra esprime attraverso il cibo la propria identità. Olla Podrida è un gran pentolone che oltre alle ricette della memoria contiene testi vari: ”L’alimentazione come via significativa per ripercorrere la cultura di un popolo” curata da prof. Franchino Falsetti, docente nella Facoltà di Scienza dell’Educazione dell’Università di Bologna; _”Il filo del racconto: l’economia algherese tra l’800 e il ‘900”, della Prof.ssa Giannella Biliardi; -“La cucina algherese e la dieta mediterranea” curato dalla dott.ssa Elena Adamo, nutrizionista, Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Messina, testi attinenti l’alimentazione e fotografie a colori di piatti realizzati da Tonino Demartis.
Pur senza alcun integralismo e senza rinnegare le conquiste del nostro tempo è un invito a provare, magari saltuariamente, qualche ricetta usando però come ingrediente indispensabile l’olio extravergine di oliva di cultivar bosana dei nostri frantoi che oggi ha raggiunto un livello qualitativo pari, e per alcuni superiore, a quello di altre zone italiane conservando una sua peculiare originalità: un intenso aroma fruttato di carciofo ideale per realizzare le alchimie della tavola.
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