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Red 30 novembre 2010
Sanità: Sindaci Mejlogu in Commissione
E’ necessario salvare il presidio ospedaliero di Thiesi. Lo ha sostenuto oggi in Commissione Sanità, l’Unione dei sindaci del Mejlogu
Sanità: Sindaci Mejlogu in Commissione

CAGLIARI - E’ necessario salvare il presidio ospedaliero di Thiesi. Lo ha sostenuto oggi in Commissione Sanità, presieduta da Felice Contu (Udc), l’Unione dei sindaci del Mejlogu a cui fanno capo 18 comuni del sassarese. «E’ la prima volta che riusciamo a parlare con la Regione», ha esordito il presidente dell’Unione dei comuni e sindaco di Cheremule, Salvatore Masia, lamentando, in due anni, di non avere mai avuto un incontro con l’assessore alla Sanità. «Noi sindaci – ha continuato – non siamo avversari di nessuno e vogliamo interloquire con voi per costruire un modello si sanità duraturo, indipendentemente da chi governa a Thiesi o a Cagliari».

Masia ha pertanto domandato alla Commissione di chiarire «qual è l’idea di sanità pensata dalla Regione Sardegna per il Mejlogu, dove oggi non è garantito nemmeno un minimo di pronto intervento. Sono conscio della gravità in cui versa la sanità sarda e della necessità di una riforma – ha continuato – ma nel 2006 abbiamo già fatto la nostra parte accettando la riconversione nelle cosiddette Casa della salute o Ospedale di comunità. Abbiamo oggi l’impressione – ha accusato – che ci sia il tentativo di portare la situazione a un tale punto di inefficienza da giustificare la chiusura dell’ospedale».

Il presidente dell’Unione ha infine dichiarato di attendere con fiducia un segnale dalla Regione. «Se il nostro documento non venisse discusso – ha concluso – significherebbe continuare a degradare un territorio già sottoposto a continui tagli nella spesa pubblica, e considerare i cittadini del Mejlogu, cittadini di serie b». Antonella Sotgiu, sindaco di Cossoine e presidente del Comitato del distretto socio-sanitario di Alghero ha elencato alcune delle richieste presentate nel documento comune.

«Non chiediamo - ha esordito - che l’ospedale di Thiesi sia operativo come un grosso ospedale, ma vogliamo che resti un punto di riferimento per i nostri cittadini. Vorremmo – ha precisato – un laboratorio di analisi, un pronto soccorso di primo intervento, un reparto di lunga degenza e degli ambulatori con medici specialisti. Non chiediamo la luna», ha concluso. Da parte dei commissari è arrivata la piena disponibilità alla tutela dell’ospedale di Thiesi, la cui chiusura non è stata - hanno sostenuto Domenico Gallus (Pdl), Gian Vittorio Campus (Pdl) e Francesco Meloni (Riformatori Sardi – Liberaldemocratici) - mai presa in considerazione.

«Non dovete preoccuparvi - ha spiegato Meloni - della riforma, perché il suo compito è stabilire come si gestiscono gli ospedali non quali saranno o meno chiusi». Campus ha sostenuto che «la medicina di servizio può essere fatta solo se si perde il concetto di autosufficienza ospedaliera che permetterebbe di dare il massimo della salute a tutti, razionalizzando le necessità». Per questo, il consigliere di maggioranza si è detto favorevole alla proposta di un servizio di pronto soccorso medicalizzato piuttosto che all’ipotesi di aprire una nuova struttura che non garantirebbe un’alta qualità del servizio.

Dai consiglieri di opposizione è giunto un monito al Consiglio regionale affinché presti attenzione a ciò che accade – ha sostenuto Luigi Lotto (Pd) – nelle zone interne dell’Isola dove «non garantendo i servizi essenziali, istruzione e sanità, si accelera lo spopolamento», mentre da Valerio Meloni (Pd) è giunta la richiesta di pensare a una «rivisitazione del sistema sanitario anche per i territori periferici».

In merito al mancato incontro con l’assessore alla Sanità, i consiglieri di maggioranza si sono detti perplessi sulla possibilità che sia stato il risultato di un’omissione voluta e hanno dato la disponibilità a richiedere un incontro il prima possibile. Per Lotto, invece, «se è vero che l’assessore non riceve i sindaci del territorio è giusto censurare il suo comportamento. Perché il suo ruolo – ha concluso – è quello di gestire i rapporti politici con gli amministratori».

Foto d'archivio



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