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S.A. 8 febbraio 2011
Patenti false, 45enne nei guai
Una carriera di truffatore iniziata ad Alghero come finto prete e proseguita nel milanese in un giro di patenti false. Poi diventa la vittima di un´estorsione dagli stessi due acquirenti dei documenti falsificati. Tutti denunciati
Patenti false, 45enne nei guai

ALGHERO - A volte capita che la vittima si riveli il carnefice di un disegno criminoso piuttosto articolato, oltre ad essere un personaggio già noto alle forze dell'ordine per alcuni precedenti alquanto singolari. In particolare, una carriera da finto prete iniziata ad Alghero nel 2001, dove il soggetto in discussione appariva al fianco del Vescovo nella cerimonia della "Via Crucis", e dove poi era stato arrestato dai finanzieri dopo la denuncia di un altro sacerdote a cui rubava le offerte.

Il "curriculum" di questo 45enne milanese ha insospettito subito i poliziotti del Commissariato di Lorenteggio dove l'uomo ha presentato una denuncia di estorsione ai suoi danni. Gli agenti non hanno perso tempo e hanno organizzato una trappola per il giorno seguente, nel parcheggio di un supermercato di Melzo. Là sono stati bloccati un 23enne, Giancarlo Mastropasqua, e suo cognato, il 35enne pregiudicato Maurizio D'Anna.

Un'estorsione in piena regola, anche se dal confronto separato dei tre uomini, è emerso uno scenario ben più complicato. La "vittima", infatti, aveva venduto a suo tempo una partita di patenti false al Mastropasqua. Quest'ultimo si era trovato ben presto nei guai finanziari poichè gli acquirenti avevano iniziato a pretendere indietro i soldi della compravendita illecita, da quando nell'ambiente si era già sparsa la voce sui documenti falsificati. E cos'altro fare se non estorcere il denaro dal falsario stesso?

D'altronde la sorpresa è stata anche di quest'ultimo, nel trovarsi di fronte in quel parcheggio i suoi vecchi complici, tanto da spegnere il microfono fornito dagli agenti per non registrare una conversazione che si sarebbe rivelata tutt'altro che scontata. E così anche la vittima è stata denunciata. Ora sono al vaglio degli inquirenti le posizioni di diverse altre persone (tra cui un collega di lavoro di uno degli estorsori) che potrebbero essere coinvolte nel giro di patenti.



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