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Red
22 marzo 2011
Ferrovie dimenticate: 100mila richieste, nessuna risposta
A fronte di una domanda rilevante, manca un progetto complessivo. Dal convegno di Osilo organizzato da Italia Nostra, un appello alle istituzioni. La promozione del turismo nelle zone interne può passare sui binari delle vecchie ferrovie

SASSARI - A fronte di un mercato potenziale di almeno centomila richieste l’anno manca un’offerta capace di rispondere in modo adeguato a un business di sicuro interesse sia per gli operatori turistici sia per i comuni che ricadono lungo le linee delle strade ferrate minori. I turisti che chiedono di viaggiare sul trenino verde ci sono, manca un efficiente impianto organizzativo. E’ il dato più significativo emerso durante i lavori del convegno “Per non dimenticare, prospettive turistiche delle linee ferroviarie attive e dismesse”, promosso sabato a Osilo, da Italia Nostra, nei locali del “Monte granatico”. Gli esperti che si sono alternati al microfono, coordinati da Antonio Arcadu (Italia Nostra), hanno lanciato un messaggio importante: la promozione del turismo nelle zone interne può passare sui binari delle vecchie ferrovie.
La formula è stata sperimentata con successo l’estate scorsa, quando un gruppo di turisti, ad Alghero, sono stati invitati a salire sul trenino verde e portati a Osilo, sulla vecchia strada ferrata, con l’intento di trascorrere una giornata diversa. Lontana dai ritmi frenetici delle località costiere, la comitiva, composta da vacanzieri italiani e stranieri, ha riassaporato il piacere sottile di un viaggio, a velocità ridotta, a bordo del vecchio convoglio immerso in un paesaggio inconsueto, a contatto con un patrimonio naturalistico straordinario. Nel piccolo centro collinare a pochi chilometri da Sassari, hanno visitato i tortuosi e caratteristici vicoli del centro storico, tra chiese antiche e vedute panoramiche mozzafiato. Il pranzo è stato un’immersione totale fra le specialità tipiche della zona. In serata, dopo una giornata indimenticabile, sono stati riaccompagnati ad Alghero. Il buon esito dell’operazione si deve anche al gruppo “le ragazze del Respiro dell’Arte, donne di Osilo” che ha contribuito fattivamente alla riuscita della manifestazione organizzata dal Comune.
«A consuntivo di quell’iniziativa abbiamo avuto un gradimento straordinario - ha detto il sindaco di Osilo Nanni Manca - e il ricordo di quei turisti rappresenta il valore aggiunto su cui vogliamo impostare il progetto di valorizzazione delle ferrovie storiche». «In Sardegna se ne contano ben seicento chilometri - ha ricordato Giusepe Roggero, responsabile della direzione di esercizio delle ex Ferrovie della Sardegna - ci vuole la volontà di riqualificarle per utilizzarle con finalità diverse da quelle che tempo fa ne hanno consentito la realizzazione».
Si tratta delle cosiddette linee a scartamento ridotto che attraversano zone bellissime, difficilmente raggiungibili in macchina e a piedi. Un’offerta turistica intelligente e diversa che finalmente presenta una Sardegna inconsueta, fatta non solo di mare e spiagge, ma anche di sentieri, natura selvaggia e tradizioni millenarie. E che dire dell’artigianato, delle produzioni tipiche o dell’enogastronomia a cui quelle zone sono legate?
«La domanda c’è - ha fatto notare Alessandro Boccone, direttore commerciale dell’Arst, gestione Fds - se si estende al Nord della Sardegna lo stesso impegno finanziario e l’uguale supporto che ha rilanciato la tratta di Mandas attualmente unica in esercizio». Ovviamente in perfetto accordo con gli Enti locali, le Pro loco e i privati che esercitano una attività turistica specifica. Solo questo renderà concreta la possibilità di fare indotto turistico nel territorio attraversato dalla ferrovia. Il progetto può essere già realizzato come un mosaico da ricomporre. Esistono infatti già, in parte, piste ciclabili, sentieri di trekking, stazioni di sosta, ippovie, parchi naturalistici che dovranno affiancare le vecchie linee ferrate, così da rendere del tutto appetibile l’offerta oggi solo potenziale. A ciò si potrà inoltre aggiungere ogni opportuno collegamento con siti archeologici, percorsi tematici con guide turistiche in loco così da rendere fruibile questa parte interna dell’Isola ancora tutta da scoprire.
Rilevante, a tale proposito, e da sottolineare in positivo, l’attiva partecipazione di Roberto Desini, assessore provinciale al Turismo e vice presidente della Provincia, nonché dell’assessore provinciale ai Trasporti Antonio Nieddu, che hanno comunicato e garantito il sostegno, finanziario e politico, alla realizzazione del progetto tema del convegno. Progetto a cui crede molto Italia Nostra se è vero, come ha ricordato Antonello Cugia, presidente della sezione di Sassari, che il primo studio di fattibilità, con tanto di cifre e rilevazioni, risale all’ottobre del 1968. Cugia ha suggerito con forza anche un programma settimanale, con partenza da Alghero o altri bacini di utenza turistica della Sardegna e destinazioni giornaliere a Osilo, Nulvi, Perfugas, Bortigiadas, Tempio e Calangianus.
«Occorre un’azione sinergica - ha concluso il presidente di Italia Nostra - un programma stilato dai comuni interessati con il sostegno della Provincia e della Regione». Plauso e soddisfazione per l’iniziativa è stato manifestato dal rappresentante nazionale della Comodo (Confederazione movimento dolce) Massimo Ferrari che ha evidenziato il funzionamento di tali programmi nell’Italia continentale e del delegato regionale dell’Autp (Associazione utenti trasporto pubblico) Giovanni Pala, presentato come fautore del progetto, voluto da Italia Nostra, che ha, da operatore, rimarcato l’importanza dell’iniziativa e la possibilità di creare un sistema di grande impatto turistico.
Il riscontro alle riflessioni proposte durante il convegno di sabato sera è arrivato puntuale con l’affluenza all’escursione che ieri ha concluso l’iniziativa promossa da Italia Nostra per celebrare la IV Giornata delle ferrovie dimenticate e che, malgrado il tempo incerto, ha fatto registrare il tutto esaurito. Centocinquanta persone, a bordo del trenino verde, sono state salutate dagli amministratori dei centri toccati lungo il percorso che attraversa i territori delle tre regioni storiche, Sassarese, Anglona e Gallura, grazie allo storico convoglio.
Ciliegina sulla torta di questa due giorni, un gradito buffet a Osilo e l’escursione, a piedi e in bicicletta, lungo l’antico percorso della tratta Monti-Tempio, (ormai dismessa e trasformata dal comune di Calangianus in pista ciclabile, trekking e ippovia).
Nella foto: un momento del convegno
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