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Red 6 giugno 2011
Fiori d'arancio all'Asinara| Foto
L’isola che ha detto addio al carcere ha riaperto dopo tanto tempo le porte alle unioni civili. Il matrimonio di Federico Biagini e Alida Isolani (lui livornese, lei originaria di Pisa), il primo dopo la chiusura del carcere
Fiori d'arancio all'Asinara| Foto

PORTO TORRES - Le ultime nozze mediatiche all’Asinara erano state quelle del boss Raffaele Cutolo, quasi trent’anni fa. L’isola che ha detto addio al carcere ha riaperto dopo tanto tempo le porte alle unioni civili: questa mattina il sindaco Beniamino Scarpa ha celebrato il matrimonio di due giovani toscani che lo scorso anno avevano espresso il desiderio di sposarsi davanti al mare dell’Asinara.

Il matrimonio di Federico Biagini e Alida Isolani (lui livornese, lei originaria di Pisa), il primo dopo la chiusura del carcere, è stato celebrato nella casa comunale di Cala d’Oliva. Assieme a loro una trentina di parenti e amici che per quattro giorni hanno potuto ammirare le bellezze dell’isola-parco. L’amore dei novelli sposi per l’Asinara è scoccato lo scorso anno, durante una vacanza. È stato in quel momento che i due giovani, entrambi professionisti del settore informatico, hanno cominciato a pensare di convolare a nozze sull’isola. Qualche mese dopo hanno presentato una richiesta ufficiale al Comune. La Giunta ha, quindi, istituito la sede comunale nello stabile di Cala d’Oliva e il Consiglio ha approvato il regolamento dei matrimoni.

«La comunità di Porto Torres è onorata del fatto che abbiate scelto l’Asinara per coronare il vostro amore», ha detto il sindaco Beniamino Scarpa davanti agli sposi e ai loro amici e parenti. «È il primo atto di matrimonio civile da quando è stato chiuso il carcere. Oggi – ha aggiunto il primo cittadino – voi date il là a una tradizione che è destinata a proseguire già nei prossimi mesi, perché altre coppie hanno fatto richiesta di sposarsi all’Asinara». Anche l’Ente Parco ha reso omaggio agli sposi con una lettera firmata dal direttore Carlo Forteleoni e un regalo simbolico: una pianta di mirto.

«L’Asinara – hanno detto i due giovani a fine cerimonia – ha un fascino unico e la comunità locale ci ha accolto benissimo. Consigliamo alle coppie di ogni parte d’Italia di visitare l’isola e, magari, di fare il grande passo in questa bellissima terra». «I matrimoni possono diventare un appuntamento importante per gli operatori e la loro celebrazione è un segno di vitalità dell’Asinara», ha commentato Beniamino Scarpa. Nei prossimi giorni il Comune chiederà alla curia di avviare le procedure per far svolgere i matrimoni con il rito religioso nella chiesa di Cala d’Oliva a coloro che ne faranno espressamente richiesta.

Nelle foto: il matrimonio all'Asinara



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