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Red
15 giugno 2011
«Caro-traghetti, mobilitazione in Sardegna»
E´ quanto afferma il deputato dell´Italia dei Valori Federico Palomba che qualche settimana fa ha presentato un´interrogazione al ministro dei Trasporti sul caro traghetti da e per la Sardegna e sulla privatizzazione della Tirrenia

CAGLIARI - «E' necessario che tutti i parlamentari sardi facciano quadrato per sostenere insieme ai sindacati la vertenza dei trasporti da e per la Sardegna e per rivendicare dal Governo nazionale condizioni di pari dignità rispetto alle altre regioni italiane». E' quanto afferma il deputato dell'Italia dei Valori Federico Palomba che qualche settimana fa ha presentato un'interrogazione al ministro dei Trasporti sul caro traghetti da e per la Sardegna e sulla privatizzazione della Tirrenia.
«La svendita della Tirrenia ad armatori già operanti nelle tratte sarde, già autorizzata dal ministero dello Sviluppo economico, rischia di preludere a un deleterio oligopolio che penalizzerà i residenti, i turisti che vogliono visitare la nostra isola e degli emigrati che vorrebbero ritornarci - afferma Palomba -: la privatizzazione selvaggia dei servizi di pubblica utilità è devastante se si traduce in un monopolio che taglia le gambe alla concorrenza e penalizza gli utenti».
«La soluzione prospettata dalla Giunta regionale, per quanto possa tamponare il problema contingente noleggiando due navi della Saremar e facendole viaggiare con la bandiera dei quattro mori, non può risolvere il problema della continuità territoriale marittima e garantire il diritto dei sardi a spostarsi a tariffe abbordabili. Per questo – aggiunge il deputato dell'Idv - è necessaria una forte mobilitazione del mondo della politica, dei sindacati, delle imprese e di tutta la società sarda per ottenere dal Governo precise garanzie». Palomba ricorda infine come qualche settimana fa il presidente della Regione Ugo Cappellacci abbia chiesto aiuto a tutti i parlamentari sardi per difendere i diritti dei sardi alla mobilità. «In questo momento è necessaria un'iniziativa unitaria e coesa tra tutte le istituzioni sarde».
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