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Red
30 giugno 2011
Lotta al bullismo, novità educativa
Si è concluso il progetto pilota di prevenzione e contrasto del bullismo tenuto presso il Liceo Scientifico Fermi dall’A.S.D. Difesa Personale e Sport Affini
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ALGHERO - Si è concluso il progetto pilota di prevenzione e contrasto del bullismo tenuto presso il Liceo Scientifico Fermi dall’A.S.D. Difesa Personale e Sport Affini. L’azione, patrocinata dall’Assessorato allo Sport e Sicurezza, ha costituito una novità educativa per la Sardegna. Un’occasione per informare e creare sensibilità sull’argomento, per costruire un’attenzione pubblica su un fenomeno rilevato dalle cronache più a scopo sensazionalistico che con la cura che si deve ad una dinamica antisociale purtroppo diffusa nelle scuole nazionali. Il tema è stato affrontato con la serietà, la gradualità, e l’approccio multidisciplinare garantito dalle professionalità coinvolte.
Nelle tre classi campione del progetto il gruppo di lavoro ha prima svolto un’azione preliminare d’informazione con l’assegnazione di appositi opuscoli informativi (differenziati per destinatario: genitori, insegnanti, alunni). Alla fase di discussione con insegnanti, genitori, preside in sede di consigli di classe è seguita l’assegnazione di un test rigorosamente anonimo da cui è emerso qualche caso riconducibile al fenomeno noto nella letteratura specializzata come bulliyng. Alle ore d’aula dedicate a lezioni frontali di approfondimento per gli allievi e alle simulazioni di interazione e giochi di ruolo coordinati dalla psicologa dott.ssa Pavla Moravcova’, si sono alternate le lezioni sui fondamentali di autodifesa tenute dall’istruttore di Krav Maga Pier Giovanni Farre. Queste ultime hanno rappresentato un’occasione formativa complementare, con l’espressa e unica finalità di educare a quello che gli psicologi definiscono atteggiamento assertivo (consapevolezza di sé, senso di sicurezza, scioltezza motoria), un’abitudine mentale alla percezione positiva del proprio “peso” sociale. Il bulliyng è ormai riconosciuto come fenomeno complesso. Assume lo spessore di devianza sociale qualsiasi comportamento incentrato sulla ripetizione di atteggiamenti violenti, provocatori, persecutori e vessatori che semplificano in modo brutale il contatto sociale nella divisione tra carnefici (gruppo) e vittime. Il taglio delle lezioni, specie nel caso delle interazioni e dei giochi di ruolo, ha avuto lo scopo di testare capacità di relazione democratica, rispettosa delle differenze, nonché l’attenzione alla risposta dell’altro. Aspettarsi un contributo d’idee da sé e dagli altri è l’abitudine che ha il diritto e il dovere di rimpiazzare la dinamica di esclusione che trasforma il gruppo in branco, la complessità del rispetto costruito su vere interazioni che smina la semplicità di chi incassa il consenso di gregari sulla pelle delle vittime. A beneficio di genitori e insegnanti, che hanno fornito prova di grande sensibilità professionale, come l’intera scuola, l’avvocato Alessandra Maria Delrio ha curato i risvolti legali del fenomeno, reso più complesso dalle manifestazioni più subdole consentite dalla cassa di risonanza dei social network. All’aumento dell’età scolare (ad esempio al passaggio dalle elementari alle medie) il fenomeno non decresce, ma assume più frequentemente forme più sofisticate: dalla derisione sistematica, alla diffamazione su internet (Cyber bullismo). L’esperienza vale sicuramente l’impegno dell’Assessorato e merita di superare la fase sperimentale. C’è bisogno della ripetizione di esperienze formative costruttive per mettere in fuga anche solo lo spettro di ben altra ripetizione, quella del rito pericoloso, nella sua idiozia antisociale, vittima-carnefice. |
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