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S.A. 15 luglio 2011
Aumentano Colf e badanti in Sardegna
A livello nazionale il loro numero negli ultimi cinque anni è cresciuto del 25%. Segue il trend anche l'isola con una popolazione sempre più anziana. Le considerazioni della Presidente Regionale Anap
Aumentano Colf e badanti in Sardegna

CAGLIARI - Anche in Sardegna, aumenta il bisogno di badanti e colf tra le famiglie. A livello nazionale, il loro numero, negli ultimi cinque anni, è cresciuto del 25%. Sommando ai 664.785 lavoratori domestici individuati dall’Istat nel 2008, una consistente quota di sommerso, il loro numero si attesterebbe a oltre 1.400.000 unità.

La Presidente Regionale dell’Anap (Associazione Nazionale Anziani e
Pensionati) di Confartigianato, Paola Montis, commenta un’elaborazione
statistica, che verrà divulgata nei prossimi giorni, prodotta
dall’Ufficio Studi di Confartigianato, individuando la ragione
dell’incremento del fenomeno “badantato” nello sbilanciamento della
spesa pubblica a favore delle pensioni, piuttosto che al sostegno alle
famiglie, e nel contestuale incremento della popolazione anziana.

«L’Italia – prosegue la Presidente Montis – destina alla spesa
pensionistica il 58,4% della spesa totale per il welfare, pari a 3,7
punti di Pil. Mentre solo l’1,2% del nostro Pil è riservato al sostegno
dei nuclei famigliari, voce di spesa, su cui Germania, Francia e Regno
unito spendono più del doppio: rispettivamente 2,8%, 2,5% e 2,4%. Stesso
trend anche rispetto alla voce “disabilità-invalidità”, per la quale la
spesa è tanto esigua da posizionare l’Italia al penultimo posto in Europa».

Questo squilibrio comporta un primato della componente privata nella
domanda di cura e assistenza. «I dati nazionali – spiega ancora Montis – ci dicono che ci sono 2.356.000 famiglie con almeno un disabile in casa. Il 12,5% di esse, pari a 294.000 famiglie, è costretta ad avvalersi di un’assistenza che paga di tasca propria. Il bisogno di badanti crescerà ancora proporzionalmente all’incremento del numero di anziani in Italia. La percentuale degli over 65, tra il 2001 e il 2011, è cresciuta infatti
dal 18,4% al 20,3%, un’impennata pari a 1.800.000 di ultrasessantacinquenni in più».

Così, ricorrere a collaboratrici domestiche e badanti, diventa una
pratica sempre più diffusa, che coinvolge in larga parte lavoratori
stranieri. «La quasi totalità di essi, l’88,6%, è costituita da donne.
Il 78,4% di essi è straniero e proviene per il 47,9%, dall’Est Europa:
soprattutto dalla Romania (19,4%), dalla Polonia (7,7%) e dalla Moldavia
(6,2%)». «Il progressivo invecchiamento della popolazione italiana e la
crescente domanda privata di assistenza – conclude Paola Montis – anche
in Sardegna dovrebbe far riflettere sull’opportunità di rafforzare la
spesa di welfare a favore delle necessità delle famiglie, assecondando
le istanze nuove che sorgono da una popolazione sempre più anziana».



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