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Red
4 marzo 2005
Piu (Ugl): le merci devono viaggiare su rotaia
«Necessità primaria è quella di sviluppare - si legge nella nota di Piu - i sistemi portuali isolani per percorrere ed attuare il progetto delle "autostrade del mare" divenuto la parola d´ordine dello sviluppo del commercio tramite la filiera marittima»

CAGLIARI - ”Moli milanesi per il Porto di Genova. E il Porto Canale di Cagliari?” Così intitolava nei giorni scorsi il quotidiano Il Sole 24 Ore alla possibilità di destinare al "parcheggio" dei container provenienti dal porto genovese, l´ex area industriale di Arese. «La nascita di questo progetto integrato da una intesa con FS di programmare dei treni per il trasporto su ferro dei container, darà la possibilità di creare 2500 nuovi posti di lavoro» è quanto dichiara il segretario regionale dell’UGL Piergiorgio Piu. «E’ un altro forte messaggio – continua Piu - che si vuol dare alla volontà di decongestionare le strade italiane dal traffico pesante, fra i primi responsabili dei rallentamenti ed ingorghi venutisi a creare nel sistema viario nazionale. La Sardegna dovrebbe prendere spunto da queste indicazioni, e mettere in pratica ciò che da tempo si è deciso di intraprendere: le merci devono viaggiare su rotaia, con l´ausilio di nodi intermodali attrezzati per la movimentazione, lo stoccaggio e la distribuzione di esse». Piu prosegue domandandosi che fine devono fare i centri intermodali di Chilivani e di Porto Torres e ancora perché la Regione tarda a determinarne la gestione. «Necessità primaria è quella di sviluppare - si legge nella nota di Piu - i sistemi portuali isolani per percorrere ed attuare il progetto delle "autostrade del mare" divenuto la parola d´ordine dello sviluppo del commercio tramite la filiera marittima». Per una migliore gestione delle aree è stato sperimentato proprio a Cagliari, dalla CICT, all´interno del sistema "Integrator" (AGV), l´utilizzo di nuovi carrelli automatici capaci di inserirsi sotto i container e movimentarne un maggior numero in minor tempo. Il sistema risulterebbe più competitivo rispetto alla tradizionale movimentazione verticale dei container stessi, garantendo una riduzione dei tempi di sosta delle navi (8 volte inferiori) e riflettendosi sulle economie armatoriali che ne troverebbero una riduzione nei costi gestionali dell´ordine di 6 volte inferiori. «Non possiamo permetterci - conclude il segretario regionale dell’Ugl - che una occasione di crescita e di sviluppo duraturo e concreto come il Porto Canale, che tra l’altro sta provvedendo a sempre maggiori assunzioni di personale qualificato, vada sprecata a causa di vincoli amministrativi e incrostazioni d’interessi».
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