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S.A.
9 febbraio 2012
Crisi: 1863 aziende sarde chiuse in 3 anni
Nel 2011 saldo negativo record: 800 attività non hanno retto alla crisi, con più di 2mila addetti hanno perso il posto
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CAGLIARI - Continua l’emorragia nel tessuto imprenditoriale sardo: negli ultimi tre anni hanno chiuso 1863 aziende artigiane. I dati provengono dall'analisi dell’Ufficio Studi della Confartigianato che evidenzia un saldo negativo record nel 2011: 800 attività non hanno retto alla crisi. E il presidente Murgianu aggiunge: «Solo lo scorso anno, più di 2mila addetti hanno perso il posto. Occorre seriamente intervenire sulle criticità croniche».
Nello studio sono state evidenziate le statistiche di Movimprese, l’Istituto di UnionCamere-InfoCamere, sulla “Natalità-mortalità delle imprese registrate presso le Camere di Commercio del 2011”. L’anno di grazia è stato il 2008 quando il saldo, tra nascita e mortalità delle imprese artigiane della Sardegna, segnava 43.018 imprese attive. Da quel momento il settore ne ha perso ben 1.863, con un vertice negativo 2011 che ha registrato un saldo negativo di 817 attività e la perdita di circa 2mila posti di lavoro. «Sono ormai 36 mesi che la nostra isola registra un trend pericolosamente negativo – afferma Luca Murgianu, Presidente Regionale di Confartigianato Imprese Sardegna - e lo scorso anno, con una media di 2,23 imprese cancellate al giorno e un decremento dell’1,92%, contro un -0,43% a livello nazionale, speriamo si sia toccato il fondo». «Questa condizione non è solo il frutto di una situazione generale di crisi – sottolinea Murgianu - ma è soprattutto il risultato di una debolezza conclamata di ogni settore produttivo della Sardegna e dalla scarsa capacità nell’affrontare i problemi». Anche a livello territoriale l’anno passato è stato particolarmente pesante; la provincia di Cagliari è stata a la più colpita con un saldo di -332 imprese (15.502 imprese registrate nel 211 e 15.836 registrate nel 2010) e una decrescita (confronto 2011 su 2010) del -2,06%. Segue Sassari con un bilancio negativo di -258 imprese e un trend del -1,74% (14.557 del 2011 e 41.972 nel 2010), continua Nuoro con 169 attività in meno e un percentuale di decrescita del -2,12% (7.549 nel 2011 e 7.718 nel 2010, e chiude Oristano la quale registra un saldo negativo di 58 imprese e una percentuale di decrescita del -1,61% (3.547 nel 2011 e 3.605 nel 2010). «E’ arrivato il momento – conclude il Presidente Regionale di Confartigianato – per la politica di affrontare in maniera decisa questo stato e rafforzare le imprese che, tra mille difficoltà, stanno sul mercato. Confartigianato, insieme alle altre Associazioni Imprenditoriali, ha puntato su un confronto con la Giunta e il Consiglio Regionale che dia immediatamente riposte, specie sugli interventi di sblocco e accelerazione della spesa pubblica. Vigileremo affinché, in tempi brevi, dalle parole nascano fatti concreti». |
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