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P.P.
23 marzo 2012
Prendas de Ittiri sceglie sa pompia
Il particolare dolce ripieno di confettura di pompia, rappresenterà l´Ateneo sassarese nella settima edizione della kermesse ittirese dell´enogastronomia e dell´artigianato

SASSARI - E’ in programma sabato 24 e domenica 25 marzo ad Ittiri, una delle manifestazioni più attese di questo inizio di primavera “Prendas de Ittiri”. Sarà “Sa Pompia”, il particolare dolce ripieno di confettura di pompia, una speciale varietà di agrume endemico che cresce nella Baronia, a rappresentare l’Ateneo sassarese nella settima edizione della kermesse dell'enogastronomia e dell'artigianato. Dietro quella che si può definire una vera e propria prelibatezza tutta sarda, vi è un lungo ed intenso progetto di studio ed integrazione sociale, rivolto ai disabili e a persone che soffrono di sofferenze mentali, portato avanti dal Comune di Siniscola, capofila del Progetto-Obiettivo intercomunale (Siniscola, Lodè, Torpè, Posada) per la promozione dell’attività di cura dei terreni agricoli dove viene coltivato l’antichissimo agrume.
Il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari con il “Progetto Farmaco Alimentare” si è occupato dell’insegnamento, in laboratorio, dei processi di estrazione dell’olio essenziale di Pompia, che si trova nella porzione più superficiale del frutto ed è ricco di principi attivi con proprietà antinfiammatorie, antibatteriche ed antimicotiche. La possibilità di utilizzare la pompia per scopi che esulino dall’ambito gastronomico, potrebbe grandemente rendere questo prodotto ancora più appetibile e competitivo in ambito commerciale.
A trasformare, poi, il prodotto in un dolce è stata la Pasticceria Ciccindè’ di Ittiri. Le lezioni e i percorsi formativi, allestiti ad hoc per la particolare categoria dei lavoratori, sono stati ospitati all’interno delle strutture dell’Università di Sassari. Per i corsisti il "Progetto Farmaco Alimentare" ha rappresentato un'importante esperienza di integrazione: le lezioni hanno dato loro l'opportunità di avere un significativo contatto con l'esterno, la presa visione di un’altra realtà e soprattutto la certezza che il lavoro svolto nel territorio di appartenenza potrà, da loro stessi, essere seguito nel tempo.
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