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S.A. 5 maggio 2012
Alghero non gioca più d´azzardo
Una storia finita prematuramente quella degli swap, i contratti di finanza derivata contratti dal Comune di Alghero dal 2004. Ora il Commissario Casula con una delibera dispone la risoluzione prima della scadenza. Le proteste sul web
Alghero non gioca più d´azzardo

ALGHERO - E' stata una storia conclusa prematuramente quella tra gli swap e il Comune di Alghero. Con una delibera di Giunta approvata mercoledì, il Commissario Michele Casula, ha disposto la risoluzione dei quattro contratti con scadenza al 2019 (due), 2023 e 2030, per un totale di circa 34 milioni di euro. La strada per lo scioglimento anticipato degli swap insomma, è tracciata.

La finanza derivata è stata una scelta dalle passate amministrazioni guidate da Marco Tedde, con Angelo Caria assessore alle Finanze: il primo rapporto si era concretizzato nel 2004 con il Monte dei Paschi di Siena per un importo di 21 milioni di euro. Solo un anno dopo i contratti erano stati modificati optando per un nuovo istituto, la Banca Nazionale del Lavoro, dilatando ulteriormente la scadenza di sette anni (al 2030) ed aumentando l’importo fino a quasi 35milioni di euro (più tredici milioni rispetto al precedente). Un'operazione, quest'ultima, da oltre un milione trecentomila euro per il Comune.

La decisione ai tempi era stata osteggiata duramente dall'opposizione in Aula con interrogazioni e mozioni. Matteo Tedde del Pd aveva ribadito in più occasioni l'alto rischio che si correva affidandosi all’andamento dell’Euribor, un tasso d’interesse bancario trimestrale. E la cosa non ha lasciato indifferente il Commissario che pur sostenendo che non ci sarebbero stati danni per le casse del Comune di Alghero (ma sarebbe corretto sapere i costi delle operazioni dal 2004 ad oggi considerato che sono soldi pubblici), ha rotto qualsiasi indugio in seguito ad uno studio attento sulla questione commissionato ad una società di ingegneria finanziaria.

La Martingale Risk Srl ha confermato i dubbi e le perplessità sui contratti stipulati dall'ex Giunta per «tutta una serie di criticità circa la conformità dei suddetti contratti rispetto alle disposizioni legislative vigenti con conseguente probabile illegittimità e/o nullità ed invalidità dei contratti». Ai cittadini, probabilmente, non sarebbe servita nemmeno la relazione dei super esperti per scatenare la propria protesta nel web contro «un'amministrazione di scommettitori» che dovrebbe restituire «i soldi alla città».

A calmare le acque ci pensa l'ex assessore alle Finanze, Michele Pais, (dopo Caria) che plaude l'iniziativa dell'attuale inquilino di Sant'Anna ricollegandola ad un iter amministrativo iniziato durante il suo mandato, precisamente nel 2010 con l'incarico affidato (per gara pubblica) alla stessa Martingale. Il prossimo passo ora sarà affidare ad un legale la risoluzione dei termini, con l'auspicio che i costi - sempre pubblici - dell'operazione non facciano venire in mente qualche altra tassa dell'ultima ora.

Nella foto: Matteo Tedde



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