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Red
13 giugno 2012
Costruzioni, settore in agonia
Le associazioni sindacali rilanciano il grido d´allarme nella Provincia di Sassari. Richiesta di una strategia comune tra sindacati, imprese ed enti locali per superare questo momento di difficoltà

SASSARI - Per superare la grave crisi attraversata del settore lapideo, dei laterizi e manufatti in cemento nella provincia di Sassari serve un fronte comune di organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e istituzioni locali, che porti al rilancio del comparto anche attraverso accordi con la Regione. Lo scrivono in una nota unitaria i segretari territoriali dei sindacati delle costruzioni Fillea-Cgil Salvatore Frulio, Filca-Cisl Pietro Doro e Feneal-Uil Marco Foddai.
Sono centinaia i lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali nel territorio, scrivono, ricordando il caso eclatante dei dipendenti della storica Laterizi Torres. Fino a qualche anno fa l'azienda di Porto Torres pagava stipendi a un centinaio di lavoratori che oggi, non solo per la crisi generalizzata, si trovano in una situazione grottesca: la morte del liquidatore, avvenuta il giorno dopo l’approvazione da parte del ministero del Lavoro della cassa integrazione straordinaria per i dipendenti, ha di fatto bloccato gli ammortizzatori sociali che l’Inps è pronta a mettere in pagamento, aggravando una condizione che dura oramai da sei mesi per lavoratori che hanno di media circa 30 anni di anzianità aziendale.
«Come primo impegno abbiamo la tutela dei lavoratori - scrivono i responsabili sindacali - che per giunta lavorano in settori precari dal punto di vista energetico-ambientale (i forni nei laterizi e manufatti sono alimentati da olio combustibile pesante, per non parlare poi dei costi che già ci portano fuori mercato). Se a questo aggiungiamo che la stragrande maggioranza dei lavoratori, cosi come già evidenziato, è alla fine del percorso degli ammortizzatori sociali, sarà ancora più difficile trovare soluzioni che possano allungarne la vita lavorativa». E' ormai necessario l'impegno di tutti, quindi, per rilanciare un settore in grave difficoltà, sfruttando anche la bio-edilizia, e consentendo quindi «alle nostre aziende e ai lavoratori di superare la crisi e rimanere concorrenziali su un mercato che altrimenti ci vedrebbe esclusi», concludono Frulio, Doro e Foddai.
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