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Gianni Marti 5 maggio 2005
Burantino, «i proprietari del fondo non possono interdire il passaggio»
Stella Nascente risponde a Melis: «secondo il monolitico orientamento giurisprudenziale si rende colpevole del reato previsto dall’art. 1161 Cod. della navigazione “colui che, pur senza occupare direttamente una zona demaniale, ne impedisca tuttavia l’uso pubblico mediante l’esecuzione sulla sua proprietà di opere quali cancelli e sbarramenti che ostacolano (nel caso di specie impediscono) il concreto esercizio di fatto della facoltà di raggiungere il demanio»
Burantino, «i proprietari del fondo non possono interdire il passaggio»

ALGHERO – Non si placano le polemiche in merito alla vertenza di Cala Burantino. Al recente intervento del Sig. Melis risponde, con una nota stampa, il Movimento Politico Autonomo “Arcobaleno di Stella Nascente” che in primo luogo tiene a rimarcare, in riferimento all’accusa mossa da Melis riguardo alla possibilità di utilizzare strumentalmente e sotto elezioni la questione della Cala Burantino, che l’ iniziativa è stata intrapresa ben 13 mesi or sono, lontano, quindi, dalla campagna elettorale. Considerato l’impegno elettorale che vede il movimento impegnato nelle imminenti elezioni provinciali, Stella Nascente aveva deciso di abbandonare (solo temporaneamente) l’iniziativa, per evitare che qualcuno potesse intravedere tornaconti elettorali. Ma la nota del signo Melis, apparsa su Alguer.it, sollecita una replica di Stella Nascente che ritiene doveroso, oltre che legittimo, rispondere.
«L’Autorità Giudiziaria competente è stata già investita dell’onere di pronunciarsi sulla legittimità della preclusione ai sensi dell’art. 1161 del Codice della Navigazione» si legge nella nota del Movimento, il quale prosegue affermando che «secondo il monolitico orientamento giurisprudenziale si rende colpevole del reato previsto dall’art. 1161 Cod. della navigazione “colui che, pur senza occupare direttamente una zona demaniale, ne impedisca tuttavia l’uso pubblico mediante l’esecuzione sulla sua proprietà di opere quali cancelli e sbarramenti che ostacolano (nel caso di specie impediscono) il concreto esercizio di fatto della facoltà di raggiungere il demanio secondo la destinazione che gli è propria (per tutte Cass. Penale sez. III 12/04/2001 n. 15268)”. Stia pur sereno il Melis – si legge ancora nel documento - giacché l’unico passaggio agevole per accedere a Cala Burantino (forse l’angolo di paradiso più suggestivo della Riviera del Corallo) ricade nei terreni oggetto di contestazione, che (a breve), non appena la Giunta Regionale provvederà a varare il nuovo Piano di Utilizzo dei Litorali il quale imporrà All’amministrazione Comunale (finalmente) di predisporre (ex L. Regionale Sardegna 11/10/1985 n.23) un Piano di accessi a Mare, perderà l’esclusività del famoso arenile».
Melis, che dichiara che l’accesso non sia mai esistito, viene quindi invitato a prendere informazioni a campione dai suoi concittadini di tutte le età «i quali confermeranno - si legge ancora nella nota - che il passaggio fino alla primavera scorsa è sempre stato esercitato con continuità da immemorabile data». L’impegno del movimento è quello di individuare un sentiero anche alternativo per reintegrare nel possesso gli aventi diritto. «Il sogno sarebbe quello di garantire un passaggio agevole anche per i diversamente abili – prosegue la nota - e che, considerata l’alta frequentazione dei bagnati, permetta il transito ai mezzi di soccorso». In definitiva il Movimento rivolge una “ennesima” richiesta all’Amministrazione, affinchè si adoperi, con le competenze di cui dispone, di ripristinare o creare ex novo (anche temporaneamente), in attesa dell’invocato “Piano”, un agevole accesso. «Il camminamento che da Poglina conduce a Cala Burantino non può essere interdetto nemmeno dai proprietari del fondo – conclude la nota - e quando il proprietario di un fondo appone un impedimento (cancello) alla fruibilità pubblica, deve munirsi della autorizzazione del Sindaco” quale Autorità Amministrativa deputata a garantire detto diritto di uso pubblico” (TAR Sardegna 13.11.1996 n.1517). Dubitiamo che qualcuno si sia adoperato per richiederlo. Questa è la sequela di iniziative tecnico-giuridiche che potrebbero essere avanzate per restituire la prestigiosa Cala ai legittimi proprietari : gli algheresi».

Nella foto: Cala Burantino
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