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Red
16 dicembre 2012
«Imu e lavoro promesse calpestate»
Duro attacco dell´ex sindaco Tedde: sfumata l’ebbrezza elettorale l’Amministrazione ha calpestato a piè pari tutte le vane promesse che avevano ammaliato gli algheresi. Per Marco Tedde si tratta di un amaro regalo di Natale che Alghero non meritava

"Nei primi cento giorni da sindaco attueremo misure concrete per far cambiare subito Alghero", era il ritornello urlato dall’allora candidato della coalizione di centrosinistra ed oggi Sindaco Stefano Lubrano nella presentazione elettorale del pacchetto di prime iniziative riguardanti Imu, lavoro, famiglie e partecipazione. “Vogliamo iniziare a cambiare la città, a partire da queste prime misure che attueremo nei primi cento giorni e con le quali daremo una spinta di azione e un segnale importante di speranza" incalzava con toni urlati Lubrano, «tutte promesse che hanno tradito la fiducia degli algheresi» ribatte deciso l'ex sindaco Marco Tedde, che in una nota incalza il primo cittadino riportando alla mente tutti gli slogan - a suo dire traditi - da campagna elettorale.
Fra questi - ricorda - ve ne erano tre molto interessanti: La prima, definita da Lubrano in modo suggestivo “Dai lavoro e abbatti l’Imu”, si proponeva di mettere a disposizione dei giovani algheresi voucher formativi per iniziare percorsi lavorativi nelle aziende partecipate Secal, Meta, Alghero in House e di consentire fiscalità di vantaggio e sgravi importanti dell’Imu a favore delle aziende private che avessero assunto giovani algheresi. La seconda vana promessa dei primi cento giorni era denominata “Tutti al lavoro”: si prefiggeva di potenziare i servizi alle aziende e alle attività produttive del Comune e assicurava incentivi alle imprese che avessero assunto disoccupati di lungo termine, almeno da sei mesi, donne e ragazzi sotto i 25 anni. E che dire dell’impegno solenne di Lubrano assunto in campagna elettorale di ridurre allo 0,20 l'aliquota per l'abitazione principale e allo 0,56 quella per le attività produttive deliberate dal Commissario a maggio del 2012?
«Purtroppo sono trascorsi circa sei mesi e le promesse di Lubrano si sono rivelate scritte sul vapore acqueo» attacca Marco Tedde. «Si sono sciolti come neve al sole i voucher formativi nelle aziende partecipate, la fiscalità di vantaggio e gli incentivi per le imprese che avessero assunti giovani. Nessun potenziamento dei servizi comunali che assistono le imprese. Anzi, sono stati completamente lasciati allo sbando. Le promesse di riduzione dell’Imu si sono rivelate un “vuoto pneumatico”. Ed è proprio l’Imu che in questi giorni sta tenendo banco in città. Contrariamente a quanto garantito dal Sindaco nessuna riduzione: l’aliquota per l’abitazione principale è stata fissata allo 0,40 e quella per le attività produttive allo 0,98. Un vero e proprio salasso ed uno sgradevole dono natalizio per le famiglie e per le imprese algheresi, in un momento in cui la crisi economica aggredisce la nostra comunità».
«Non siamo sconsiderati e sappiamo molto bene che l’Amministrazione ha necessità di risorse per garantire i servizi ai cittadini, ma avevamo chiesto una modulazione per le aliquote prima casa che tenesse conto del pregio degli immobili e una diversa attenzione per i locali degli artigiani e dei commercianti. Insomma, un diverso impegno che avrebbe consentito di incidere sulle fasce più abbienti e fare acquisire all’Imu un minimo di progressività». «Il risultato - dice Tedde - è che le famiglie cercano di affrontare la batosta fiscale con grande affanno, e le imprese cittadine stanno naufragando in un vero e proprio bagno di sangue. Con l’Imu al 9,8 gli artigiani, i commercianti e gli albergatori pagano somme superiori di oltre il 100% rispetto all’ICI, con l’ulteriore smacco che sono somme non detraibili dal reddito». Gli impegni si rispettano sempre, ma quelli con i cittadini debbono seguire una corsia preferenziale, ribadisce il consigliere comuanle. Così non è stato - conclude Marco Tedde - sfumata l’ebbrezza elettorale l’Amministrazione ha calpestato a piè pari tutte le vane promesse che avevano ammaliato gli algheresi: «Un amaro regalo di Natale che Alghero non merita».
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