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S.A.
12 gennaio 2013
C´è un Alghero Migliore si dà i voti
L´assemblea dello scorso Dicembre di C´è un´Alghero Migliore ha avviato una riflessione all´interno del movimento sui risultati e sul bilancio politico ed amministrativo dei primi mesi del nuovo governo cittadino

ALGHERO - «Noi pensiamo che si debba dare valore alle molte cose positive fatte, ma vogliamo e dobbiamo anche interrogarci sui problemi, difficoltà ed errori, per riflettere sui modi per garantire l’attuazione del programma della coalizione». E' pronto ad un primo un bilancio il movimento di centro-sinistra C'è un Alghero migliore, che guarda ai prossimi mesi come al «banco di prova su cui testare le capacità di realizzazione del cambiamento indispensabile al rilancio economico, culturale, sociale e politico della città».
Le riflessioni sono scaturite dall'assemblea del 7 dicembre dove sono state evidenziate «alcune pratiche di buon governo»: «pari rappresentanza di genere per la formazione della giunta, la buona prassi degli incontri costanti con i cittadini nei quartieri, l’istituzione dell’albo degli scrutatori e dei professionisti, la valorizzazione delle competenze professionali per l’attribuzione di alcuni incarichi. l’avvio dell’importante riforma del sistema dei parchi». Non solo elementi positivi ma «molti elementi negativi e tante difficoltà che limitano l’azione amministrativa e che non consentono ai cittadini di verificare nel concreto le prospettive del cambiamento e dell’attuazione del programma sul quale sono state vinte le elezioni».
Dopo aver affrontato le emergenze, secondo il movimento ora è tempo di «programmare e coinvolgere tutte le energie sociali delegando e utilizzando le competenze, l’entusiasmo e le capacità presenti all’interno della maggioranza di centrosinistra e offerte volontariamente da militanti e simpatizzanti della coalizione». C'è un Alghero migliore è convinta che «occorre agire con tempestività su più fronti e contemporaneamente»: la riorganizzazione della macchina amministrativa, il funzionamento del depuratore e il Calic; l’adozione del Puc, il rilancio dell'economia locale.
Il movimento propone di «aprire tavoli di concertazione per lo sviluppo economico», che «mettano insieme categorie e soggetti protagonisti» e in questo - sottolineano - «è indispensabile immediatamente ridefinire il ruolo di Meta e raggiungere la sua piena operatività». Più attenzione anche alle fasce più deboli della popolazione e «non si può eludere la questione degli spazi pubblici». Infine, un passaggio sul passo indietro di Chiara Rosnati, proposta dallo stesso movimento per la delega all'Ambiente, e distintasi «per il suo impegno, la sua coerenza, i risultati. Le sue dimissioni ci pongono interrogativi e crediamo che la coalizione di centrosinistra debba ora riflettere attentamente nell'interesse della città».
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