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Stefano Soro
3 luglio 2005
La strada del Calik di Alghero è una litoranea abbandonata
Sicuramente non un bel biglietto da visita per la città, che proprio in questo periodo viene invasa dai turisti, che amano venire nella città catalana per godere del mare e delle bellezze paesaggistiche. Alghero

ALGHERO - Ci stiamo avvicinando al periodo più caldo dell’estate e viale Tore Burruni (conosciuto anche come strada del Calik) rimane abbandonata. I marciapiedi sono quasi impraticabili a causa delle folte erbacce che li sovrastano. La pineta che costeggia la strada si è trasformata in una vera e propria discarica all’aperto, con ogni tipo di rifiuti, da semplici buste e bottiglie di plastica a scatole di cartone.
Sicuramente non un bel biglietto da visita per la città, che proprio in questo periodo viene invasa dai turisti, che amano venire nella città catalana per godere del mare e delle bellezze paesaggistiche. Alghero, una città a due facce. Da una parte il mare, il centro storico con i suoi monumenti e chiese che attraggono i visitatori della città, e dall’altra le borgate abbandonate e l’incuria del verde (speriamo che i 3.026.000 euro per la riqualificazione del verde vengano utilizzati al meglio).
E la strada del Calik, recentemente intitolata allo scomparso Tore Burroni, fa parte della faccia meno bella della medaglia. Quando si parlò dell´opera da realizzare si disse che avrebbe alleggerito il traffico della litoranea e valorizzato la pineta come oasi naturalistica. Ora, invece, sembra essere diventata una pista di Formula Uno, per i patiti dell’alta velocità oltre che discarica preferenziale di chi non sa cosa voglia dire la parola “civiltà”. Ed è proprio la civiltà che manca, oltre all’attenzione dell’Amministrazione comunale per la zona.
Nella foto: il viale Tore Burruni
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