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Sergio Ortu
29 luglio 2005
Poca pressione nelle condotte idriche, protestano gli algheresi
«Il problema sta coinvolgendo molti anziani - segnala il comitato di quartiere di Fertilia - che non riuscendo ad avere acqua sufficiente dai rubinetti delle abitazioni sono costretti a faticosi carichi di bidoni d’acqua

ALGHERO - Poca pressione nelle condotte idriche sta creando non pochi disagi alle abitazioni dei quartieri periferici e abitazioni situate ai piani alti dei palazzi. Lamentele diffuse si registrano in varie zone della città soprattutto nella parte alta di via kennedy e nella borgata di Fertilia. Il problema naturalmente interessa le abitazioni che per loro sfortuna non possiedono autoclavi, impianti che consentono di non avere problemi di approvvigionamento ma anche di avere un po’ di pressione in più nell’erogazione. A Fertilia il problema sembra interessare gran parte delle palazzine del nucleo storico che per ragioni di tipo logistico e architettonico non possono dotarsi di impianti autoclave. «Il problema sta coinvolgendo molti anziani - segnala il comitato di quartiere di Fertilia - che non riuscendo ad avere acqua sufficiente dai rubinetti delle abitazioni sono costretti a faticosi carichi di bidoni d’acqua. Una situazione che per chi paga un servizio idrico, non può essere tollerato». Il comune a quanto pare non c’entra nelle restrizioni idriche che potrebbero essere la causa della mancanza di pressione. Sarebbe infatti l’ESAF ad avere deciso di ridurre i volumi d’acqua erogata. Ma l’estate si sa la richiesta aumenta con l’incremento della popolazione e si rivela quanto meno assurdo ridurre per giunta la disponibilità d’acqua. «Chiediamo di sospendere questa razionalizzazione dell’acqua - spiega Mauro Manca del Comitato di Fertilia - e sollecitiamo il comune affinché si attivi presso l’Esaf. Non è ragionevole infatti costringere persone anziane ad estenuanti viaggi con bidoni su e giù per le rampe di scale. O addirittura costringere vacanzieri a farsi la doccia prima delle sette prima che l’acqua venga sospesa. Ne va infatti dell’immagine della città e dell’accoglienza turistica». Se da una parte la sospensione dell’acqua potrebbe essere salutata come palliativo alle perdite idriche della rete colabrodo, d’altro non si può costringere i cittadini e turisti che alloggiano in case senza autoclave a vivere con i bidoni d’acqua in casa.
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