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Dolores Serra 4 ottobre 2005
Santa Maria La Palma, abitanti in prima linea per aiutare le popolazioni bisognose
L’abbraccio del Mozambico è arrivato alla borgata algherese attraverso suor Anna Maria Zuccas: «Vi ringrazio tanto per tutto quello che avete fatto e porto a voi dal lontano Mozambico il sorriso di tutte le famiglie che adesso grazie alle vostre donazioni, hanno ottenuto qualcosa di importante e sconosciuto fino a poco tempo fa: una casa»
Santa Maria La Palma, abitanti in prima linea per aiutare le popolazioni bisognose

ALGHERO - Gli abitanti di Santa Maria La Palma in prima linea per aiutare le popolazioni bisognose.
L’abbraccio del Mozambico è arrivato alla borgata algherese attraverso suor Anna Maria Zuccas. La missionaria, delle Figlie della Carità, ha incontrato i fedeli domenica mattina durante la celebrazione della messa nella chiesa di Santa Maria La Palma: «Vi ringrazio tanto per tutto quello che avete fatto – dice Suor Anna Maria- e porto a voi dal lontano Mozambico il sorriso di tutte le famiglie che adesso grazie alle vostre donazioni, hanno ottenuto qualcosa di importante e sconosciuto fino a poco tempo fa: una casa». Con queste parole la missionaria, ringrazia la comunità di Santa Maria La Palma, da sempre impegnata in iniziative benefiche. Ogni anno infatti il Centro Sociale “Impegno Rurale” organizza manifestazioni finalizzate alla raccolta di fondi come Rock e Solidarietà, una gara canora per gruppi rock emergenti nell’ambito della quale viene allestita una pesca di beneficenza e tutto il ricavato viene devoluto in favore delle popolazioni bisognose dell’Africa.
A vederla così esile e timida nel raccontare la sua esperienza ai fedeli che hanno riempito i banchi della chiesa di Santa Maria La Palma, dove la missionaria è stata invitata da Padre Tore, non sembra portare il peso di 11 anni di Africa sulle spalle. Grande è la gioia che traspare dal volto di suor Annamaria quando racconta dei suoi bambini e delle loro famiglie lasciate in Mozambico. Donna di grande bontà e forza d’animo, doti che le hanno insegnato a sperare e a non mollare mai nemmeno in situazioni difficili e complicate come quelle che in tanti anni ha vissuto. Ma lei da quando era bambina non sognava che questo: «Ho dovuto attendere 20 anni prima che la mia Casa Provinciale decidesse che era arrivato per me il momento di donarmi all’Africa. Il Mozambico - prosegue Suor Anna Maria - è da 11 anni la mia casa».
La vita in quei luoghi trascorre fra mille difficoltà: fame, miseria e aids, la grande piaga che affligge queste popolazioni. C’è bisogno di ospedali e di scuole: «Al mio arrivo ho trovato un paese devastato dalla guerra fratricida – racconta - ma quello che veramente dispiace è che la popolazione non venga messa in condizione di poter imparare nulla. Questo nuoce al progredire di queste popolazioni che rimangono così ad uno stato primitivo».
Il primo novembre suor Annamaria ritornerà in Mozambico e a tutti quelli che le domandano quando rientrerà a casa lei risponde con un grande sorriso: «Quando il Signore me lo chiederà ! Per il momento ci sono tante persone che hanno ancora bisogno di me».



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